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Articolo / Rassegna Stampa

13 – 19 luglio 2021

Palazzo ex Fs

Sul Corriere Fiorentino del 13 luglio si parla del palazzo ex Fs, a Firenze. “Urbanistica, non solo alberghi – si legge -. I proprietari di due progetti di trasformazione in questa direzione, visto il ‘blocco’ che Palazzo Vecchio ha annunciato per nuovi grandi hotel in città nel futuro Piano operativo, cambiano strategia e si orientano a scelte diverse. Lo fanno sia il Black Fountain Capital, gruppo che ha in fase di acquisizione Villa Basilewsky, ma soprattutto Ferrovie per i 17mila metri quadri del palazzo in viale Lavagnini. Siamo ancora ai contatti informali, ma pare davvero che la scelta di usare questi immobili non sia più la stella polare di questi progetti. Certo, il no di Palazzo Vecchio è stato netto, andare ad una guerra legale, dopo diversi ricorsi al Tar nei quali il Comune ha vinto negli ultimi anni, è un azzardo. Per Villa Basilewsky, comprata dal gruppo Black Fountain, ora si punta a residenze, ma anche a servizi per la cittadinanza, spazi direzionali, con un progetto ‘aperto’, dagli asili a coworking, forse una palestra. E’ quel ‘mix funzionale’ a cui punta, con le nuove norme che saranno previste nel Piano operativo, l’assessore all’Urbanistica Cecilia Del Re. I privati non hanno ancora firmato il rogito ma non hanno rimesso tutto in discussione, la procedura va avanti e Black Fountain pensa ad usi alternativi. Identico e forse più importante, per gli effetti complessivi delle regole urbanistiche, è l’approccio di Ferrovie, anche se qui i problemi si complicano: lo spazio a disposizione è enorme, si tratta di 17mila metri quadrati. Certo, c’è sempre la possibilità di spaziare tra residenziale, direzionale e commerciale. Ma mettere paletti definiti di metri quadri può complicare la vita a possibili acquirenti ed affittuari. Per questo, nel Piano operativo, l’assessore Del Re pensa ad introdurre una norma che allarghi le maglie: resteranno indicazioni precise per le varie funzioni, ma con percentuali più flessibili, dando così maggiore certezza alla trasformazione in tempi rapidi per evitare a lungo buchi neri”.

 

Tramvia Firenze

Scrive La Nazione il 15 luglio. “La conferenza dei servizi ha dato il via libera al progetto definitivo della linea Firenze-Bagno a Ripoli. E il semaforo verde alla nuova corsa del tram apre anche al restyling di piazza Beccaria. Sono infatti arrivati i pareri richiesti sul progetto, aggiornato e revisionato dopo aver recepito le indicazioni e le prescrizioni della conferenza dei servizi del 28 novembre 2019. ‘Ora – hanno spiegato da Palazzo Vecchio – si potrà procedere con l’elaborazione della documentazione per l’esame e l’approvazione della giunta e del Consiglio comunale’. ‘E’ stato compiuto – ha aggiunto l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti – un atto importante per la realizzazione dell’opera. Una volta finita, infatti, grazie alle altre linee in tram si potrà raggiungere l’aeroporto, la stazione di Santa Maria Novella e presto quella dell’Alta velocità, l’ospedale di Careggi oltre al centro e a molti altri luoghi importanti della città. E con il completamento della linea fino a Rovezzano si potrà andare in tramvia anche verso lo stadio”. (…) Il prolungamento del sistema tranviario da piazza della Libertà a Bagno a Ripoli comprende 17 fermate lungo il tracciato di 7,2 chilometri e si connette al sistema tranviario fiorentino. L’investimento è di 80 milioni dei fondi Fsc a cui ci sono 200 milioni di fondi statali”.
Sempre sul tema della tramvia scrive il Corriere Fiorentino il 17 luglio: “Fabrizio Bartaloni, presidente di Tram spa, la società che costruirà le nuove linee della tramvia fiorentina, dopo aver realizzato quelle esistenti, non vuole polemizzare con la soprintendenza, ma conosce bene il problema della mancanza di pensiline sui viali di circonvallazione. E spiega che la società ‘ha posto con urgenza e forza il problema’. Tutto è nato dal no della soprintendenza guidata da Andrea Pessina che ha bocciato le pensiline in acciaio e cristallo progettate in modo artistico dall’architetto Fabrizio Rossi Prodi, docente dell’Ateneo di Firenze, per la presenza di vincoli paesaggistici sul viale del Poggi. Così le pensiline presenti nel progetto iniziale sono scomparse, con malumore anche di Palazzo Vecchio, e in sette fermate della linea 3.2.1. piazza Libertà-Bagno a Ripoli, quelle cioè dalla stessa piazza Libertà a dopo piazza Beccaria, gli utenti dovranno aspettare il tram in mezzo al viale sotto il sole o la pioggia. Lungo i viali ci saranno solo le banchine, lunghe 15 metri, la stessa delle pensiline, con le panchine basse e la macchinetta per comprare i biglietti”.

 

Asfalto anti rumore

Scrive La Nazione il 15 luglio. “Sono iniziati ieri i lavori di asfaltatura in via Paisiello. Non si tratta di semplice bitume, ma di un nuovo asfalto anti rumore che viene sperimentato proprio a Firenze. Un materiale, che permette una riduzione delle emissioni rumorose prodotte dalle auto e rientra nel progetto Life E-Via, che vede Firenze come città capofila. I lavori proseguiranno fino a venerdì con restringimenti di carreggiata su via Paisiello tra via Rinuccini e via Lagorio e chiusure delle traverse laterali. ‘Grazie a questo progetto – hanno detto l’assessore all’ambiente Cecilia Del Re e l’assessore alla mobilità Stefano Giorgetti – possiamo contribuire a ridurre l’inquinamento acustico nelle aree urbane’. L’obiettivo è quello di ottimizzare asfalti e pneumatici per ridurre il motore. Il Progetto, co-finanziato dall’Unione europea ha avuto inizio a luglio 2019 e terminerà a gennaio 2023”.

 

Mercafir

La Repubblica del 16 luglio parla dell’area Mercafir. “Mercafir. Palazzo Vecchio si gioca l’all in – si legge -. Di fronte alle avance del socio privato Angelo Mastrolia, che tramite Mukki oggi ha il 25% della società, propone un aumento di capitale e fa temere al Comune un tentativo di scalata, Palazzo Vecchio tenta il rilancio. L’inviato del sindaco Nardella, l’assessore alle partecipate Federico Gianassi, si presenta ieri all’assemblea convocata per discutere dell’aumento di capitale da 100 milioni proposto da Mastrolia e spiazza tutti mettendo sul tavolo dei soci privati l’intenzione di rilevare le loro quote per arrivare ad una Mercafir ‘in house’, 100% comunale. Di modo da gestire dalla plancia di comando la trasformazione dei mercati del viale Guidoni compresi i denari del Recovery Fund, su cui Mastrolia aveva già fatto sapere di voler scommettere. Disponibili a ragionare della proposta soci come Legacoop e Confesercenti, ma non Mastrolia. Gratificato dai ringraziamenti che Gianassi gli ha diplomaticamente rivolto in assemblea per aver stimolato il dibattito, l’imprenditore salernitano che ha scalato Granarolo non intende accettare l’offerta di uscire dal capitale di Mercafir. E risponde con una provocazione: ‘Troppo facile tenermi dove fa comodo e pretendere di cacciarmi altrove. Il Comune vuole la mia quota in Mercafir? In cambio mi dia l’11% che ancora detiene della Centrale del latte’. All’orizzonte, insomma, il duello prosegue. Se finirà poi un muro contro e una guerra campale o con un accordo finale, magari una nuova gara di concessione della Mercafir con Mastrolia partner industriale del Comune, è presto per dirlo. Il tentativo di Palazzo Vecchio ora è puntare sul ‘modello Franchi’ come lo chiamano Nardella e Gianassi: di fronte al sospetto che il privato voglia massimizzare il profitto, il Comune rilancia da protagonista”.

 

Villa di Rusciano e Firenze Prossima

Il Corriere Fiorentino, il 16 luglio, scrive in questi termini: “Palazzo Vecchio non venderà Villa di Rusciano, gioiello trecentesco in via Benedetto Fortini: ‘Manterrà una vocazione pubblica. Tra qualche settimana una svolta storica, nel segno di una Firenze capitale della ricerca e della cultura’. Lo anticipa il sindaco Dario Nardella intervenendo all’evento conclusivo di ‘Firenze Prossima’ nel Salone dei Cinquecento, affiancato dalla sua vice Alessia Bettini e dall’assessora all’Urbanistica Cecilia Del Re. Nardella ha anche annunciato che a fine anno ‘partiranno i lavori per una nuova passerella che collegherà l’Argingrosso alle Cascine’. Dopo 100 giorni di incontri e consultazioni per disegnare la Firenze del futuro – coinvolte 58.500 famiglie – il Comune, al termine del percorso di partecipazione, prende atto dei desideri e delle valutazioni e si avvia a realizzare un piano operativo che tenga insieme le diverse vocazioni della città. Dai 16 incontri, in presenza e online organizzati dall’amministrazione, è emerso come i fiorentini siano capaci di guardare al futuro con spirito di innovazione e voglia di partecipare attivamente alla gestione della città. I quartieri e soprattutto i rioni emergono come la rinnovata dimensione della qualità della vita, della vivibilità e della coesione. E’ proprio questo il criterio che, secondo le famiglie interpellate, deve guidare la distribuzione capillare delle funzioni urbane: la residenza, gli spazi pubblici e le aree verdi, i servizi, il tessuto commerciale, la mobilità dolce. Le 1.700 proposte arrivate si focalizzano su una Firenze policentrica e verde, con servizi di vicinato efficienti, potenziamento del sistema tramviario, un grande parco fluviale da vivere e uno ‘scudo verde’. Ma anche più piste ciclabili”.

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