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Articolo / Rassegna Stampa

27 luglio – 2 agosto 2021

Stadio Franchi

Il Corriere Fiorentino il 29 luglio parla dello stadio Artemio Franchi: “Ma i curriculum vitae vanno mandati tutti e subito? – si legge -. I campioni devono essere recuperati in qualche zona di Campo di Marte o no? Di quanto si possono allontanare i parcheggi interrati? Le coperture laterali della tribuna possono essere demolite? E’ scorrendo le domande, settanta a oggi, le ‘richieste di precisazioni’ di chi vuole partecipare al concorso internazionale per riqualificare Campo di Marte e restaurare il Franchi, che si capisce che un mondo si è messo in moto. I principali studi di architettura, ingegneria e progettazione italiani ed esteri sono al lavoro per presentare, entro il sei di settembre, le loro ‘idee progettuali’. Nessuna indicazione da Palazzo Vecchio su chi si è presentato: la segretezza, in questa fase, è sancita dal bando stesso. Persino ai sopralluoghi, i nomi di chi ha partecipato alla visione del Franchi sono finiti in busta chiusa: verranno aperte solo se qualcuno dovesse risultare positivo, per fare il tracciamento. Ma proprio in quell’occasione, gli architetti presenti si sono visti in faccia e hanno cominciato a capire che sarà una gara mondiale”. Tra i nomi che si fanno Norman Foster, Stefano Boeri, Marco Casamonti, lo studio Wilkinson Eyre. Su Repubblica di sabato 31 luglio: “Palazzo Vecchio annuncia la commissione giudicatrice incaricata di stabilire il miglior progetto per il concorso internazionale di progettazione del nuovo Franchi e del Campo di Marte (…) Nessun fiorentino dentro, unico “indigeno” il direttore degli Uffici Eike Schmidt. E l’altra bomba sono le donne: nove membri, di cui 5 uomini ma con vicepresidente e presidente donna”. La presidente è l’architetta francese Odile Decq, vice Giovanna Carnevali, poi l’ingegnere Caela Cappiello, l’architetta Antonia Pasqua Recchia, Goncalo Byrne, Eike Schmidt, Andy Simons, Luigi Ludovici e Andrea Santini.

 

Tramvia Firenze

Sul Corriere Fiorentino del 27 luglio si parla della tramvia. “Palazzo Vecchio e il Consiglio comunale – si legge – vogliono le sette pensiline della futura linea di tramvia piazza Libertà-Bagno a Ripoli che la Soprintendenza ha bocciato. ‘Torneremo a parlare con la soprintendenza per vedere se c’è la possibilità di recuperare questa opera, le pensiline sono importanti per i cittadini’, ha detto in aula l’assessore alle grandi opere Stefano Giorgetti. Giorgetti ha risposto ad un’interrogazione della consigliera Pd Maria Federica Giuliani sul problema. ‘La soprintendenza ha dato parere negativo sulle pensiline in piazza della Libertà e piazza Beccaria; è stato dato invece parere positivo per quelle sui viali fino a piazza Piave, ma con la richiesta di ridurre le pensiline fino a cinque metri massimo – ha spiegato l’assessore -. L’amministrazione ha così ritenuto di non realizzare un’opera con questa lunghezza perché non riuscirebbe a proteggere le persone che attendono o scendono dal tram. Noi le avevamo studiate in acciaio e cristallo. Torneremo a parlare con la soprintendenza’”. Sullo stesso tema Repubblica del 31 luglio: “I dem hanno depositato una mozione che impegna il sindaco Nardella a interloquire di nuovo con il soprintendente Andrea Pessina per far sì che i passeggeri della futura linea 3.2.1 non debbano aspettare il tram sotto la pioggia. Il testo verrà discusso – e con ogni probabilità approvato, visto il parere positivo della giunta – nella prossima seduta del consiglio comunale”. L’esito non è scontato: il progetto del comune prevedeva pensiline di 15 metri, disegnate dall’architetto Fabrizio Rossi Prodi, giudicate troppo d’impatto per l’estetica dei viali. La soprintendenza aveva chiesto di ridurle a 5 metri, dimensione che secondo il Comune le renderebbe praticamente inutili.
Su Repubblica del 30 luglio si legge: “L’emergenza traffico sui viali di circonvallazione di agosto durerà da stasera fino all’11 agosto ma il vero periodo ‘di fuoco’ andrà dal 6 all’11 mattina, ‘quando Firenze si libererà anche da questi cantieri’, annuncia l’assessore alla mobilità di Palazzo Vecchio Stefano Giorgetti. Che si confessa preoccupato: ‘L’intervento’, dice, ‘avrà un forte impatto nonostante abbiamo spostato i cantieri nel mese in cui per consuetudine il traffico è minore’. A procurare i disagi saranno i cantieri legati a una tappa cruciale dell’ultima fase di sistemazione sotterranea del nuovo ‘tubone’ di Publiacqua sui viali, che sostituirà il vecchio grande tubo, incompatibile con la futura linea di tranvia Fortezza-piazza San Marco. Da stasera all’11 agosto si lavorerà per sistemare il nuovo ‘tubone’ in piazza della Libertà collegando i tratti già fatti di viale Matteotti e, nella fase più delicata, si tratterà di allacciare la nuova tubatura alla vecchia nelle due camerette sotterranee, una tra viale Strozzi e viale Lavagnini, e l’altra tra viale Lavagnini e viale Matteotti. Vera emergenza tra il 6 e l’11 agosto, quindi. Quando viale Matteotti si ridurrà dalle tre corsie per senso di marcia di adesso alle due che scatteranno dal 2 agosto e poi a una sola in ambedue i sensi, Libertà-Donatello e Donatello-Libertà. (…) La salvezza, questo è l’appello rivolto agli automobilisti, sarà solo imboccare una viabilità alternativa ancora prima di trovarsi in coda. Da piazza Donatello a Libertà bisognerà deviare già quando le corsie saranno ancora due, in via La Farina e proseguire su via Masaccio o via Leonardo da Vinci. In direzione piazza della Libertà-Donatello, invece, verrà riaperta come via di fuga, a ridosso del cantiere piazzato in mezzo ai viali poco dopo l’intersezione con via La Marmora, la svolta su via Pier Capponi e da lì verso piazza Donatello”. E ancora, su Repubblica del 31 luglio: “Preparatevi a due notti e un giorno a secco nel cuore di agosto. Per allacciare il nuovo mega tubo posato nelle scorse settimane in viale Lavagnini Publiacqua prepara il più grosso ed esteso intervento di riduzione del servizio idrico mai effettuato in questi anni. Un evento che comporterà disagi per 450-500 mila persone tra Firenze, al Piana, Scandicci, Prato e Pistoia e che si abbatterà su ogni genere di utenza: ristoranti, fabbriche, musei, ospedali, rsa, carceri. L’acqua ci sarà sempre in teoria, ma con pressione molto bassa perché verranno chiuse 9 saracinesche dell’acqua e tutte le supplenze possibili non basteranno a compensare. I disagi partiranno già dalle 22 del 9 agosto e persino nei due giorni precedenti per le manovre preliminari potrebbe uscire acqua torbida dai rubinetti, ma l’impatto vero è previsto dalle ore 24 del 10 agosto. Durata stimata dei guai, fino alle 4 dell’11 agosto. Non solo a Firenze ma in 15 comuni”.
Si continua a parlare di tramvia anche su La Nazione del 1° agosto dove si segnala che l’attraversamento della nuova linea della tramvia passerà dai 24 metri del progetto iniziale a 17 metri: “I 24 metri sono diminuiti – si legge – costringendo a rinunciare a una corsia di scorrimento per le auto. Il nuovo ponte sarà riservato completamento al traffico e, dopo il restringimento, la previsione è di due carreggiate per un senso di marcia e solo uno nell’altro, anche se si sono salvate pista ciclabile e pedonale. La tramvia passerà invece sul Ponte da Verrazzano, dove sono inserite anche due corsie per le auto, una per senso di marcia”. Il posizionamento resta dalla sponda di Bellariva a quella del parco dell’Albereta, all’altezza degli impianti Publiacqua. Previste tre campate e due piloni a sostegno.

 

Panificio militare

Scrive Repubblica il 27 luglio: “Ex Panificio militare, dopo 50 anni di abbandono la svolta. Sono partiti ieri i lavori per la realizzazione della nuova Esselunga nell’ex struttura militare in via Mariti, al Ponte di Mezzo. L’intervento previsto nel regolamento urbanistico vede una riduzione della superficie da ricostruire da 10mila a 8mila metri quadrati. ‘L’area dell’ex Panificio militare – ha dichiarato l’assessore all’urbanistica Cecilia Del Re – si appresta a trovare la sua nuova vocazione di servizio e apertura ai cittadini con un progetto di rinascita improntato alla sostenibilità ambientale e a misura di quartiere. Un intervento che attiverà un cantiere da 90 persone in media con punte di 150 lavoratori negli ultimi mesi e, a regime, darà lavoro a circa 200 persone’”.

 

Ex Meccanò

Scrive La Nazione il 28 luglio. “E’ un angolo del parco abbandonato da oltre 12 anni, che adesso comincia a rinascere partendo proprio dagli alberi, dalla messa a dimora di piante autoctone. Si tratta dell’ex discoteca Meccanò, all’ingresso delle Cascine, dove è partito il progetto per la realizzazione di aree per l’attività sportiva all’aperto. Previsto inoltre uno chalet aperto ottagonale sul modello ottocentesco, con servizi igienici, monitor collegati alla rete dati e panchine ‘intelligenti’, con prese per la ricarica elettrica di cellulari e computer. Sulla base di approfondimenti storici condotti con la Soprintendenza, la collocazione e il disegno della nuova struttura hanno ripreso quelli di uno chalet per il ristoro esistente alla fine del 19esimo secolo. L’intervento congiungerà quest’area, finora inaccessibile e incolta, al giardino della Catena rendendole un’area unica. Oggetto dell’intervento, infatti, è anche il giardino della Catena, interessato da lavori di riqualificazione e da un importante rafforzamento dell’illuminazione anche a fini di sicurezza. Per prima cosa cosa, per dare nuova vita all’area tra viale Lincoln e piazzale Vittorio Veneto, si è provveduto alla demolizione delle strutture esistenti. (…) Le nuove alberature serviranno anche per rendere l’area più ombreggiata, con specie botaniche appartenenti al patrimonio storico del Parco delle Cascine, in particolare il tasso, ormai in via di sparizione, insieme ad alcune querce ed altri alberi per la loro vigoria e per il loro effetto cromatico. Ma ci sarà anche il Maggiociondolo, scelto per la sua fioritura a grappolo e la sua eleganza”.

 

Unesco

La Repubblica del 29 luglio scrive così: “Da ieri la zona Unesco di Firenze è più grande. L’ufficialità è arrivata con la 44esima sessione del Comitato del patrimonio mondiale: anche la porzione di collina di San Miniato e del piazzale Michelangelo entra a far parte della ‘core zone’, facendo salire a 530 gli ettari della città di Firenze considerati patrimonio dell’umanità, ossia di inestimabile valore artistico, storico e ambientale. Il sito Unesco, che fino a ieri corrispondeva al centro storico, limitato dai viali e dalle mura medievali, adesso si allarga al perimetro dell’addizione cinquecentesca e comprende, oltre all’abbazia di San Miniato al monte e al piazzale Michelangelo, anche la chiesa di San Salvatore al monte, le Rampe, il giardino dell’Iris, il giardino delle rose e il parco della rimembranza”.

 

Smog

Scrive La Nazione il 22 luglio. “Ariaccia a Firenze. Tramvia a go go, gente in ferie e pochi bus turistici sono fattori che a quanto pare cambiano poco la sostanza visto che l’Agenzia Europea dell’ambiente in queste ore c’ha rifilato uno schiaffone mica da ridere: la settimana scorsa Firenze è stata la città italiana con i più alti livelli di smog, registrando 37 microgrammi di biossido di azoto al metro cubo. Più appestata di Genova (32), Torino (28) e Cagliari (27).

 

Mondeggi

Scrive il Corriere Fiorentino il 23 luglio: “Il Recovery ‘salva’ Mondeggi. La villa, la tenuta, i terreni di proprietà della Città metropolitana di Firenze, all’asta da tempo, non saranno venduti. ‘Una svolta’, secondo il sindaco della Città metropolitana Dario Nardella. pare abbiano apprezzato quelli di ‘Mondeggi Bene Comune’, il collettivo che da sette anni occupa la tenuta per impedirne la vendita. La ‘svolta’, come la chiama il sindaco, arriva perché nei fondi del Pnrr ci sono due linee di finanziamenti, una per la ‘rigenerazione urbana’ e una per agricoltura sostenibile che potrebbero portare ‘cifre ingenti, per ristrutturare tutto il complesso serviranno circa 40 milioni di euro’. E l’obiettivo è proprio ‘salvaguardare la vocazione agricola del territorio, realizzando anche impianti sportivi fruibili dall’intera cittadinanza metropolitana, con progetti sociali che si integrino nella realtà del territorio’. Per segnalare l’importanza del cambio di paradigma adottato per i 170 ettari di Bagno a Ripoli, Nardella si presenta con il sindaco del Comune interessato, Francesco Casini, che assicura ‘iter veloci per la parte urbanistica’, la sindaca di Pontassieve e consigliera metropolitana per il Patrimonio, e il capogruppo Pd in Consiglio metropolitano Massimo Fratini.

 

Piano Next Generation

Scrive Repubblica il 24 luglio: “Sono in arrivo a Firenze i primi 77 milioni di finanziamento Next Generation Eu su Fondi React-Eu da parte dell’Unione Europea. E Palazzo Vecchio ha identificato 24 macroaree di intervento che vanno dallo stadio Franchi al verde pubblico all’economia circolare, ai trasporti sostenibili, all’efficienza energetica, agli impianti, fino alle azioni su cultura, sport, giovani e digitale. (…) Nel dettaglio 10 milioni sono destinati all’efficienza energetica, 6 milioni per le aree verdi pubbliche in città, 4 milioni per il Parco Florentia, 5 milioni per la forestazione urbana, 2 milioni per i giardini pubblici, 7,8 milioni per la rete idrica, 3 milioni per il risanamento acustico, 2,8 milioni per le infrastrutture digitali, 3 milioni per la Smart Metropolitan area, 2,1 milioni per Firenze BigData, 732mila euro per la Smart City, 2 milioni per l’ecosistema giovani, 4 milioni per la cultura come driver di ripresa, 5 per il trasporto pubblico elettrico, 1,4 milioni per lo sport per tutti, 6 milioni per il miglioramento sismico dello stadio Franchi, 4 milioni per la mobilità dolce in area metropolitana, 2,2 per i nuovi trasporti sostenibili, 220mila euro per il potenziamento delle infrastrutture elettriche, 800mila euro per l’economia circolare, 1,8 milioni per il parcheggio scambiatore di San Lorenzo a Greve, oltre a 2,8 per le assunzioni di personale a tempo determinato.

 

Autostrade – Terza corsia

Conclusi i lavori sull’Autosole per la realizzazione della terza corsia nel tratto Firenze Sud-Incisa. Su La Nazione di sabato 31 luglio si legge: “Ieri mattina alle 6 (30 luglio, ndr) ha fatto il suo debutto ufficiale la terza corsia nel tratto Firenze sud-Incisa. Un’area di 5 chilometri, che andrà a inserirsi nel tessuto autostradale dell’A1, che nel corso dei prossimi mesi vedrà profonde trasformazioni (…). A novembre di quest’anno – spiega il presidente di Autostrade per l’Italia Giuliano Mari – abbiamo programmato l’apertura del tratto Barberino-Calenzano dove insiste la galleria Santa Lucia, di circa 8 km, per la quale è stata utilizzata la fresa più grande d’Europa”. “A settembre – continua Roberto Tomasi, ad di Autostrade – partiremo anche con il secondo lotto di completamento fino ad Incisa. Prevediamo anche di iniziare a settembre anche i lavori sulla A11 Firenze-Peretola fino a Pistoia”. Su Il Sole 24 Ore del 31 luglio si legge: “L’intervento lungo il tratto toscano della A1 rientra nel più vasto programma di ammodernamento della rete varato da Aspi che vedrà la società impegnata, da qui al 2038 (data di scadenza della concessione) in investimenti per 21,5 miliardi destinati a prolungare di ulteriori 50 anni la vita utile delle infrastrutture autostradali, molte delle quali risalenti alla fine degli anni 60 e oggi in precarie condizioni (…). Per quanto riguarda la sola regione Toscana, Aspi prevede di investire sulla rete di competenza circa 3,8 miliardi”.

 

Ex Centrale termica Novoli

Su Repubblica Firenze del 1° agosto si legge: “E’ partito il cantiere per la ricostruzione e la realizzazione che trasformerà la vecchia centrale Fiat di Novoli in un nuovo urban centre e spazio espositivo con terrazza panoramica, per un nuovo polo a vocazione pubblica, culturale, di ascolto e di informazione al cittadino”. Sul tetto nascerà il ristorante più alto della città. Intanto sono in via di completamento i lavori nell’adiacente complesso di San Donato per realizzare il nuovo centro polivalente per il quale Palazzo Vecchio pubblicherà a settembre l’avviso per ricevere manifestazioni di interesse per il progetto da insediare nei nuovi locali e poi individuare il soggetto gestore.

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