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Articolo / Rassegna Stampa

24 – 30 agosto 2021

Bellariva

Il Corriere Fiorentino del 25 agosto parla in questi termini: “Per la seconda volta Palazzo Vecchio dà il via libera a demolizioni di edifici con il trasferimento della superficie da loro occupata (ridotta del 20%) in un’altra zona della città, con anche la realizzazione di verde pubblico e parcheggi. Dopo la demolizione dei capannoni di via Confalonieri e il ‘trasferimento’ della superficie al Gignoro questa volta l’operazione riguarda un’area di via del Campofiore occupata da capannoni e tettoie abbandonati da tempo e in avanzato stato di degrado oltre alla superficie esistente in via Montepulciano, nella zona della Federica in via Pisana. Si tratta della richiesta di proprietari privati delle aree di Campofiore e Montepulciano, sulla quale la delibera di avvio della verifica di valutazione ambientale strategica ha avuto l’ok della giunta di Palazzo Vecchio su proposta dell’assessore all’urbanistica Cecilia Del Re. (…) L’area di via del Campofiore resterà libera, a verde privato, mentre accanto agli appartamenti di via Montepulciano sarà realizzato un parcheggio pubblico, accessibile direttamente dalla strada, con aree verdi alberate e fruibili, anche nel parcheggio pubblico così da ombreggiare le auto in sosta”.

 

David

Su La Nazione del 27 agosto si legge: “Mani avanti e premessa d’obbligo. Negli anni, specie gli ultimi, il gran bazar del centro storico ce le ha fatte buttar giù tutte, cucchiaiate di macedonia acida fatta di apribottiglie formato Perseo, mascherine veneziane, grembiuli di Pinocchio, ombrelli a cupola del Brunelleschi, Alighieri fosforescenti e via abbrutendo. (…). Al degrado estetico siamo perciò vaccinati ma pensavamo che il punto di caduta fosse stato raggiunto con la Monna Lisa sotto effetto di marjuana stampata sulle magliette al Ponte Vecchio prima che quelli di Burgez, famosa catena di panini che in questi giorni si prepara a tagliare il nastro della sede fiorentina in via de’ Macci, non decidessero di alzare il tiro virando verso la pacchianeria più estrema: t-shirt con i genitali del David in formato maxi sbatacchiati sul davanti da dare in omaggio ai primi clienti. Ma l’immagine delle parti intime del capolavoro di Michelangelo hanno avuto solo una breve vita social, sulla pagine Instagram della società. Il tempo necessario alla direttrice della Galleria dell’Accademia di alzare la voce spettinando quelli di Burgez e partendo con la diffida. ‘Ora basta davvero – dice Cecilie Hollberg -. Quella maglietta non era abusiva, fatta a scopo di lucro. Queste cose feriscono l’arte e non importa se alla fine non è stata lanciata. Internet ha memoria…’. Hollberg allarga poi il raggio d’azione e annuncia: ‘Ci stiamo attivando su più fronti, c’è un codice dei beni culturali che ci sostiene e quindi ogni volta che l’arte verrà offesa procederemo per vie legali’”.

 

Boboli

Scrive Repubblica il 27 agosto: “Museo all’aperto o parco cittadino? Sta tutta qui l’origine dei conflitti che negli ultimi mesi hanno visto protagonista il Giardino di Boboli. Le sue due diverse nature, da una parte quella di parco storico popolato di statue e fontane, meta di oltre un milione di visitatori all’anno, e dall’altra quella di spazio verde per i residenti dell’Oltrarno, sembrano non essere più conciliabili in tempi di pandemia. E non è una differenza da poco. L’ultima dimostrazione di quanto l’interpretazione che i fiorentini danno di Boboli faccia a cazzotti con le classificazioni ministeriali è il Green Pass: in ottemperanza alle disposizioni governative dal 6 agosto vige l’obbligo di esibire la certificazione verde per entrare nei musei e nei luoghi di cultura, a prescindere dal numero di visitatori e dal fatto che si trovino all’aria aperta; sono esclusi solo i minori di 12 anni e gli esenti con regolare certificazione medica. ‘Come dire che una famiglia di abitanti dell’Oltrarno’ fa notare in un comunicato l’associazione di volontariato Idrafir ‘già solo per entrare nel giardino dovrebbe aver provveduto a spendere, nelle 48 ore precedenti, 16 euro per i tamponi’, più altri 15 a testa se anche i genitori non fossero vaccinati: ‘Una passeggiata a Boboli costerebbe a questa famiglia almeno 46 euro’. Ovviamente il costo diventa zero se le persone sono vaccinate”.

 

Piazza Nobili

Il Corriere Fiorentino del 28 agosto si concentra su piazza Nobili a Firenze, scrivendo così: “Uno spartitraffico quasi brullo, col terriccio arido da cui spuntano grossi ciuffi di artemisia, pianta allergica che per fortuna deve ancora fiorire. Cinque aiuole ormai invase dalle spighe di amaranto, erbaccia particolarmente infestante a causa della grande quantità di semi prodotti. Infine lo spazio verde che era stato adottato dal ristorante ‘La Fiaschetteria di pesce’: i bei cespugli di alloro piantati dal gestore la scorsa primavera stanno seccando, così come rischiano di ‘tirare le cuoia’ le piantine di rosa cinese messe a dimora nella stessa area. Insomma: gli arredi di piazza Nobili continuano, dopo le polemiche di inizio maggio scorso, a non offrire un bel panorama”.

 

Giubbe Rosse

Il Corriere Fiorentino del 29 agosto si concentra sul destino delle Giubbe Rosse a Firenze, scrivendo così: “Il destino delle Giubbe Rosse è appeso a un tavolo di crisi regionale che dovrebbe tenersi entro la metà di settembre. Solo allora, sindacati e dipendenti sapranno se nei progetti futuri della ‘Siella’, proprietaria anche di Scudieri, in piazza San Giovanni, del Caffè Nannini di Siena e del Bari Pitti di Firenze, c’è quello di non far morire lo storico ritrovo di piazza della Repubblica. Perché da quando il proprietario – si tratta del petroliere kazakistan Igor Bidilo – è finito in un’indagine della Finanza per riciclaggio internazionale con sequestri milionari di beni mobili e immobili, dello storico locale, chiuso da ottobre 2019, non se ne parla più”.

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