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Articolo / Rassegna Stampa

21 – 27 settembre 2021

Santa Croce

Il Corriere Fiorentino del 21 settembre parla della movida in Santa Croce: “Quelle che potrebbero sembrare pozzanghere d’acqua – si legge – in realtà sono un misto di urina, vino, birra e chissà cos’altro. Le gigantesche macchie scure, ben visibili nei video girati dai residenti tra le 4 e le 6 di sabato e domenica mattina, ricoprono quasi per intero il sagrato della basilica di Santa Croce. Arrivano fino al gradino dei tre ingressi, dove ci sono anche montagne di bottiglie, lattine, spazzatura di ogni genere. (…) Bisogna in tutti i modi preservare la basilica – è il grido di disperazione che arriva dai residenti – e disperdere le centinaia di giovani che si riuniscono sul sagrato riducendolo un letamaio, sparando la musica ad altissimo volume con casse potentissime, bevendo fino a stare male, urinando e vomitando sui portoni storici della chiesa, sul basamento della statua di Dante e sugli ingressi delle abitazioni”. Sempre sul Corriere Fiorentino, un aggiornamento il 22 settembre: “L’Opera di Santa Croce e la comunità dei frati minori conventuali si schierano con i residenti e contro la mala movida che tutti i fine settimana trasforma in un letamaio il sagrato della basilica: ‘I nostri monumenti costituiscono un bene comune che appartiene a tutti – si legge in una nota – per questo è doloroso e inaccettabile registrare comportamenti gravissimi e privi di ogni rispetto per il nostro patrimonio artistico’”.
Sul Corriere Fiorentino un altro aggiornamento il 25 settembre, con le parole del sindaco Dario Nardella che dice: “Per Santa Croce ci ispireremo al modello Santo Spirito: controlli, dialogo con residenti e attività, cultura”. Il primo cittadino non ha escluso una ordinanza restrittiva anche se “prima di anticiparla alla stampa ne voglio condividere i contenuti con il nuovo prefetto. Posso assicurare che sarà uno dei primi argomenti in agenda”.

 

Tramvia

Sul Corriere Fiorentino del 21 settembre si parla della tramvia: “E’ stata approvata ieri la Vacs, l’ultima variante al passaggio della tramvia nel centro storico, dal Consiglio comunale di Firenze. E’ uno dei due atti necessari per il tratto da piazza Libertà a San Marco: l’altro è passato solo dalla Giunta. In questo caso, si tratta di una delibera necessaria per costituire il ‘diritto di servitù’ per l’apposizione dei fili ai ganci sui palazzi, perché in tutta via Cavour e Lamarmora non ci saranno i pali come altri tratti della tramvia”. La Nazione offre un aggiornamento il 25 settembre: “Il nulla osta – si legge – della soprintendenza è pronto. E già dalla prossima settimana potrebbero ripartire i lavori in piazza della Libertà, per mettere fine, prima possibile, al cantiere di Publiacqua che manda in tilt tutti i viali di circonvallazione. Qualche giorno fa si è svolto l’ultimo sopralluogo con i tecnici dell’azienda idrica e il soprintendente Andrea Pessina. E pare che sia stata trovata la soluzione che accontenta tutto: salva i reperti storici ritrovati proprio dove devono passare le tubature dell’acquedotto: consente di andare avanti con l’intervento. Quindi, se non cadranno ulteriori tegole, la previsione è di completare l’appalto e rimuovere le transenne della piazza, almeno per la metà di ottobre, allentando gli ingorghi in tutta la zona”.

 

Affitti

La Nazione del 23 settembre si concentra sulla nuova Agenzia sociale per la casa del Comune di Firenze. “A Firenze – si legge – il Comune farà da garante al mercato degli affitti, almeno per la cosiddetta ‘fascia grigia’, ovvero quei nuclei familiari con un Isee compresa tra i 12mila e i 40mila euro. Nasce, infatti, l’Agenzia sociale per la casa, pensata per connettere la domanda e l’offerta, i proprietari di immobili e coloro che cercano affitti a prezzi calmierati. I proprietari, quindi, scegliendo la via dell’affitto concordato, avranno una serie di benefit: riduzione dell’Imu dall’1,06% allo 0,57% che può scendere allo 0,46% se al canone si aggiunge un ulteriore sconto del 10%; una riduzione dal 21 al 10% sulla cedolare secca; un taglio del 30% sull’Irpef, se viene preferito un regime di tassazione ordinario. Ma il cuore dell’idea è il fondo di garanzia: 12 mensilità coperte dal Comune in caso di mancato pagamento degli affitti. E’ l’amministrazione che per massimo un anno copre la morosità del locatario. Non solo: sempre Palazzo Vecchio concederà un contributo economico fino a un massimo di tremila euro per le spese di sistemazione e messa a norma dell’abitazione, come l’adeguamento degli impianti. Così, tra fondo di garanzia e contributi, per i mesi restanti del 2021 l’amministrazione mette sul piatto 500mila euro”.

 

Rifiuti

Si legge sul Corriere Fiorentino del 23 settembre: “Una marea di rifiuti nell’Arno, tra Ponte alle Grazie e Ponte Vespucci. Si tratta di vere e proprie isole melmose galleggianti formate da bottiglie di vino, birra e superalcolici, bicchieri di plastica, coppette da gelato, buste di immondizia e involucri plastificati con il logo di alcune delle paninoteche più ‘famose’ del centro storico. Il grosso, a sentire Alia, arriverebbe dagli spazi estivi che si trovano sulle rive del fiume, il resto, invece, verrebbe gettato in acqua da coloro che si siedono sulle spallette all’ora del pranzo e dell’aperitivo o durante i fine settimana alcolici. Ma siccome quella spazzatura galleggia in Arno già da diversi giorni, la domanda da porsi è: a chi tocca raccoglierla? Qui si entra in un labirinto senza via d’uscita. Secondo una delibera della Regione approvata nel 2018, trattandosi di ‘rifiuti urbani’ la responsabilità sarebbe in capo al Comune e alla municipalizzata che si occupa dello smaltimento, per Palazzo Vecchio, invece, di quelle isole galleggianti dovrebbe occuparsene il Consorzio di Bonifica a cui è demandato il compito di tenere puliti l’alveo e il corso del fiume. Una interpretazione diametralmente opposta da cui ne è nato un contenzioso davanti al Tribunale delle Acque che oramai si trascina da quasi tre anni. (…). Palazzo Vecchio e Consorzio nelle prossime settimane installeranno anche una decina di telecamere altamente tecnologiche (costo, 20mila euro) che avranno il compito di monitorare costantemente il corso d’acqua”.

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