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Articolo / Rassegna Stampa

19 – 25 ottobre 2021

Architetti

Sul Corriere Fiorentino del 22 ottobre, all’interno dell’articolo dal titolo “Centralini e uffici, un imbuto. La carta d’identità? A dicembre’ si trovano le dichiarazioni dell’architetto Duilio Senesi. “Quarantasei minuti – si legge – per prendere la linea con Sas, 53 giorni per avere un appuntamento all’anagrafe per la carta d’identità, un anno per ottenere una sanatoria e tra i 40 e i 50 giorni per avere l’ok all’occupazione di suolo pubblico. La carenza di personale denunciata dalle rsh del Comune – che ha fatto scattare lo stato di agitazione – si riflette nella quotidianità degli uffici e delle partecipate che, loro malgrado, sono costretti a offrire ai cittadini un servizio non adeguato, come sottolineato dai sindacati stessi. E allora, ecco i tempi d’attesa dilatati, i telefoni che squillano inutilmente, i ritardi per una semplice pratica. Questo emerge dalla prova sul campo fatta dal Corriere Fiorentino”. (…). In alcuni casi, scrive il Corriere, la situazione non è drammatica: per l’ufficio addetto al rilascio dei passi carrabili, ad esempio, servono 4 giorni lavorativi.
“‘Magari fosse così anche per l’urbanistica o per la polizia municipale’, ci scherza l’architetto Duilio Senesi, membro del Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Firenze, che ogni qualvolta deve avviare o ritirare una pratica edilizia sa che dovrà avere tanta pazienza. ‘Ci vogliono due mesi e mezzo per essere ricevuto da un tecnico – racconta – un mese per ottenere la copia di una visura, quasi due per un’occupazione di suolo pubblico. E per una sanatoria bisogna aspettare anche fino a un anno. Questi tempi non sono adatti a una città che viole essere moderna’. Senesi, che con l’Ordine ha più volte incontrato l’amministrazione proprio per discutere di queste lungaggini burocratiche suggerisce ‘investimenti maggiori per assumere personale e più digitalizzazione. Comunque lo stesso problema lo abbiamo anche la soprintendenza’”, conclude.

 

Superbonus

Su La Nazione del 21 ottobre si legge. “Un investimento medio da 480mila euro. E’ quello che hanno fatto i fiorentini residenti in condominio approfittando del Superbonus 110%, che consente di fatto di fare lavori di riqualificazione energetica e miglioramento sismico a costo zero. Proprio il Superbonus sarà rinnovato anche per il 2023. E’ quanto prevede il documento programmatico di bilancio per il 2022, approvato dal consiglio dei ministri, che contiene le principali linee di intervento che verranno declinate nella manovra. Il Superbonus però, misura molto richiesta dai cittadini e apprezzata da chi lavora nel settore edile, resterà solo per i lavori nei condomini e negli Istituti autonomi case popolari. Resterebbero esclusi gli edifici unifamiliari, come il terratetto, e quelli plurifamiliari, composto da due o quattro unica immobiliari indipendenti. (…). Solo in Toscana il Superbonus ha messo in moto – dato al 31 agosto 2021 – 400 milioni di euro di investimenti, di cui circa 280 milioni di lavori già conclusi. La spesa media sui condomini è stata di oltre 480mila euro, mentre i proprietari di edifici unifamiliari hanno investito mediamente oltre 96mila euro, quelli delle unità immobiliari indipendenti oltre 82mila euro. Grazie al Superbonus è possibile usufruire di un credito di imposta del 110%, che può essere portato in detrazione nella dichiarazione dei redditi, oppure utilizzato per ottenere lo sconto in fattura o per la cessione del credito a intermediari finanziari, istituti bancari, agli stessi fornitori o a soggetti terzi”.

 

Chiavi della Città

Repubblica, il 20 ottobre, scrive del progetto delle Chiavi della Città, a Firenze. “Mai stato così bello andare a scuola – si legge -. Accanto alle lezioni in classe, per bambini e ragazzi è arrivato il momento di tuffarsi di nuovo nell’esplorazione della natura, nelle visite in musei e teatri, nei laboratori di scienze, arte, danza. Attività pensate per imparare divertendosi che, fatte in presenza, hanno tutto un altro sapore. Con 465 progetti (37 in più rispetto allo scorso anno), torna a Firenze l’appuntamento con ‘Le Chiavi della città’. L’iniziativa, lunga un intero anno e rivolta agli studenti dall’infanzia alle superiori, presenta un’offerta divisa in 13 aree tematiche, scelte con un’indagine negli istituti e tra i presidenti di Quartiere e le associazioni coinvolte. C’è la sezione che affronta l’educazione civica, quella che si occupa di sviluppo sostenibile e quella sulla cittadinanza digitale. E poi le tradizioni popolari fiorentine, la promozione del benessere, l’educazione emotiva, i musei, i luoghi della scienza, la musica e la danza. E ancora: la lettura, l’artigianato e i mestieri d’arte, l’educazione all’imprenditorialità e i percorsi formativi per docenti. Ciascun progetto è stato selezionato tramite bando dal Comune di Firenze che, in parte, finanzia le attività. (…) Le iscrizioni ai progetti sono ancora aperte e a oggi sono arrivate richieste da 193 scuole e 1106 classi”.

 

La ‘battaglia’ dei tavolini

La Nazione del 20 ottobre si concentra sulla ‘battaglia’ dei tavolini a Firenze e i pochi parcheggi. “Gli spazi di sosta liberi – si legge – di ritorno dal lavoro sono ormai diventati come la mitica figurina Panini del portiere Pizzaballa (ricordate?) cioè introvabili. Il perché, a detta di molti, è legato alla massiccia invasione di tavolini, allestiti non solo dai ristoranti, ma anche da bar, rosticcerie e forni in ogni angolo della città. Per farla breve in certi quartieri – Oltrarno e Santa Croce in primis, ma anche Gavinana, Statuto, Cure solo per citarne alcuni – per lasciare l’auto regolarmente si può arrivare a gironzolare anche mezz’ora. A questo si aggiunge l’annunciato, ma incalzante, aumento dei controlli da parte dei vigili urbani che – specialmente quando utilizzano l’auto ‘spara-multe’ – non perdonano. Il risultato finale è un nervosismo diffuso che porta, com’è successo a Coverciano, a compiere gesti sconsiderati e irrazionali come quello che ha scatenato un polverone nel rione. In sostanza un automobilista per parcheggiare ha spostato le piante che delimitano il dehor esterno di un locale dando il là ad un dibattito incandescente sui social”.

 

Finanziamenti

Su Repubblica del 21 ottobre si legge: “Dai parcheggi interrati di Porta Romana e via dei Renai al sottoattraversamento del Sodo fino al collegamento del raccordo del Varlungo con via Palazzeschi. Sono alcune delle sette opere che saranno progettate grazie ai fondi in arrivo da Roma. La giunta ha approvato, su proposta dell’assessore alla mobilità e grandi infrastrutture Stefano Giorgetti, la richiesta al ministero delle infrastrutture e mobilità sostenibili di utilizzo delle risorse assegnate al Comune per la progettazione di opere prioritarie e per la redazione di progetti di fattibilità di piani urbani per la mobilità sostenibile. Nell’elenco anche il collegamento tra la linea 4 della tramvia e il parcheggio dell’Osmannoro, il micro-hub merci al Gasometro e il parcheggio in via Villamagna. Per la loro progettazione sono stati chiesti al ministero poco meno di 1,790 milioni, cui se ne aggiungono altri 5 da progettare con eventuali economie (579mila euro)”.

 

FiPiLi

Sul Corriere Fiorentino del 22 ottobre si legge: “Chiudi il cantiere, riapri il cantiere, chiudi il cantiere, apri un altro cantiere. A poco più di una settimana dalla riapertura del tratto Ginestra-Lastra a Signa, in direzione Firenze, ieri mattina i pendolari della FiPiLi si sono trovati di nuovo la carreggiata ridotta a una sola corsia, e almeno sei chilometri di coda. Stesso lato della precedente frana, solo qualche chilometro più in là, verso il capoluogo: il mercoledì sera è franato un altro pezzo di strada, si è creato ‘un avvallamento’, che ha comunicato la Città metropolitana, lungo 20 metri e profondo dai 10 ai 12 centimetri, in curva. Fortuna che proprio la notte tra il 20 e il 21 ottobre era in programma un’asfaltatura sul tratto, e dalle 22 i tecnici hanno potuto provvedere ai sopralluoghi, tanto che già alla fine della mattinata di ieri, il punto in questione era stato quasi ripristinato. La Città metropolitana ha avviato le verifiche per capire le cause di questo nuovo cedimento, che non dipende dalla frana di gennaio scorso, data la distanza di circa un km e mezzo”.
Sul Corriere Fiorentino del 23 ottobre un aggiornamento: “L’avvallamento è già risolto, l’intervento finito, quel ‘fenomeno ordinario’ – come lo ha chiamato Avr – è già stato archiviato. Eppure suona strano che una perdita d’acqua che da tempo trascina detriti e crea un avvallamento di 20 metri per 12 centimetri possa essere definito ‘ordinario. E’ accaduto giovedì, poco dopo l’autovelox in direzione Firenze, a meno di due chilometri dalla frana del 7 gennaio, ma ‘stavolta è stata una cosa irrisoria grazie all’attento controllo di Avr – spiega Angela Bagni, sindaco di Lastra a Signa ma anche delegata della Città metropolitana per la superstrada – c’è un monitoraggio continuo da parte di Avr, anche con strumenti tecnologici d’avanguardia’. Controllo e monitoraggio che stanno riguardando anche il muro di contenimento sotto l’avvallamento di giovedì, e la collinetta sovrastante, ‘per capire se c’è un’evoluzione. Se ci fossero parametri fuori norma, allora si interverrebbe’. Bagni spiega che questo ‘Grande Fratello’ sulla FiPiLi avviene ovunque, che il piano di monitoraggio è costante”.
Scrive poi La Nazione il 24 ottobre: “Un pozzo e vari canali per intercettare le acque a monte della Fi-Pi-Li ed evitare che continuino a ripetersi frane e smottamenti. Vanno in questa direzione gli interventi che la Città metropolitana di Firenze sta progettando e che metterà in atto nei prossimi mesi, dopo la conclusione dei lavori urgenti (già avvenuta), la riapertura della locale di via di Carcheri e il completamento di ulteriori verifiche sull’assetto idrogeologico della zona. Insomma il ‘nodo acqua’ per anni evidenziato solo dai cittadini della zona, che avevano visto nascere la superstrada in una zona ricchissima di torrenti e rigagnoli, diventa sempre più centrale per il futuro dell’arteria, nel tratto travagliassimo tra Ginestra Fiorentina e Lastra a Signa”.

 

Tramvia Firenze

Si legge sul Corriere Fiorentino del 23 ottobre: “Nella serata di ieri, tempo permettendo, dovrebbero essere iniziati i lavori di posa della conduttura, in corrispondenza dell’incrocia tra piazza della Libertà e via del Ponte rosso. Una corsia resterà sempre percorribile. Il programma prevede il termine dei cantieri entro la fine del weekend”.

 

Giardini pubblici Firenze

Si legge su Repubblica del 24 ottobre: “Un chiosco e un bagno in ogni area verde di Firenze. Per rendere giardini e parchi a misura di famiglie. E assecondare così anche una delle principali richieste arrivate dalle donne nel percorso partecipativo sul nuovo Regolamento urbanistico. Palazzo Vecchio lancia l’operazione ‘Central Park’. Oggi su 250 aree verdi censite in città si contano appena 22 servizi igienici funzionanti e una trentina di chioschi attivi, peraltro non sempre aperti, anzi. In pratica la fotografia di un verde pubblico adatto alla contemplazione più che all’uso, al passeggio ma non sempre alla fruizione. E spesso sono proprio le donne a soffrirlo di più, se si pensa all’esigenza dei servizi igienici, alla presenza di un fasciato in bagno. Un input emerso nella campagna di ascolto legata al nuovo Piano operativo. E adesso suona l’ora della svolta. Un piano ispirato ai modelli dei grandi parchi stranieri, da New York a Parigi, è già sui tavoli comunali”.

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