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Articolo / Rassegna Stampa

2 – 8 novembre 2021

Architetti

Sul Corriere Fiorentino del 3 novembre troviamo l’opinione dell’architetto Antonio Bugatti sui centri storici. “Caro direttore – si legge -, ma siamo sicuri che ci voglia una legge speciale per le città d’arte in difesa dei loro centri storici? Forse è il caso di parlarne un po’. (…) Non sono affatto convinto che sia la strada giusta. I centri storici di cui la stragrande parte delle nostre città sono dotate non possono essere trattati come mondi a parte, cui applicare norme restrittive di ‘presunta’ tutela, perché ne determinerebbero un maggiore isolamento e un ulteriore distacco dal resto del tessuto urbano. Il problema della mercificazione di quei preziosi ambiti deriva da errori già commessi. (…) La città d’arte va considerata nel suo insieme e nel suo territorio, non ‘trattando’ unicamente il centro storico, seppur con restrizioni emergenziali per lodevoli intenzioni di salvaguardia. Soltanto in una visione d’insieme e per tutte le grandi città italiane si possono evitare concentrazioni monofunzionali, da cui squilibri sulla rendita, che sottraggono beni e servizi nei confronti delle collettività a favore di pochi. La strenua difesa dei soli centri storici delle città d’arte rischia di peggiorare la situazione. Di norme da utilizzare a favore delle soluzioni ce ne sono già abbastanza. Sta proprio ai sindaci, con i loro strumenti pianificatori esistenti, da rendere semmai più agili, attuare una politica urbana che disincentivi tutte le concentrazioni monofunzionali da vario genere, non solo nello spazio fisico ma anche nel tempo”.

 

Botteghe d’eccellenza Firenze

Su Repubblica del 2 novembre si legge: “Giù l’Imu e anche il suolo pubblico alle attività d’eccellenza, che siano pasticcerie, botteghe artigiane o commercio al dettaglio, anche se hanno meno di 50 anni. L’importante è che riescano a dimostrare di valorizzare le tradizioni e le tipicità locali, sia per i prodotti che per i servizi offerti. Dopo la stagione dello stop alle licenze in centro e del regolamento Unesco per frenare il magnifico e l’invasione dei souvenir Palazzo Vecchio mette mani alla fase due: una volta alzati gli scudi si premia chi dimostra qualità e attaccamento al territorio. Tutela dei luoghi top del commercio messi in crisi dalla pandemia anche senza requisiti di storicità con operazioni mirate e incentivi fiscali, in modo da innescare un meccanismo competitivo tra chi resiste. (…). Chi vuole potrà candidarsi e presentare domanda già a partire dalle prossime settimane. Poi Palazzo Vecchio sarà un suo censimento con una commissione tecnica coordinata dall’Università di Firenze e verrà stilata una lista delle eccellenze. Una nuova sfida nel mondo del commercio è adesso ufficialmente in campo”.

 

Malamovida Firenze

Sul Corriere Fiorentino del 2 novembre si legge: “A due giorni dalla ‘scalata’ alla statua del Sommo Poeta, con tanto di cori di incitamento da parte di centinaia di ragazzi, gli abitanti di Santa Croce – che nelle ultime settimane hanno costruito un comitato anti movida e anti degrado – dicono di non essere più disposti a tollerare l’anarchia che tutti i fine settimana regna in piazza. E hanno raccolto almeno una trentina di adesioni da parte di famiglie decise a fare causa al Comune ‘perché non tutela il nostro diritto alla salute. Sono mesi che qui non si dorme più’. (…) Poco prima che il ventiquattrenne senegalese si arrampicasse nel monumento a Dante, in Oltrarno, e precisamente in piazza Pitti, è andata in scena una violentissima lite tra giovanissimi completamente ubriachi che hanno distrutto il dehors dell’Enoteca Pitti Gola e Cantina provocando il fuggi fuggi dei clienti”.

 

Tramvia Firenze

Si legge su Repubblica del 3 novembre: “Spunta un nuovo percorso della tramvia che collegherà l’aeroporto di Firenze al centro di Sesto Fiorentino, ma gli studenti promettono battaglia. Di punto in bianco, con un colpo di spugna, sono state cancellate dal progetto proprio le due fermate che avrebbero dovuto attraversare il Polo scientifico dove hanno sede l’Università, il Cnr e il laboratorio di spettroscopia non lineare. Una proposta partita dalla Regione che rischia però di infrangere i sogni di quelle migliaia di studenti, professori e ricercatori che da anni lamentano di essere esclusi da ogni contatto con la realtà, abbandonati in un’area mal servita dai mezzi di trasporto”. Su Repubblica del 5 novembre si trovano le dichiarazioni dell’assessore all’università e alla ricerca del Comune di Firenze Tutta Meucci che dice: “Lo sviluppo del Polo di Sesto è legato non solo all’offerta formativa e scientifica, ma anche a una mobilità sempre più efficiente e funzionale. Per questo consideriamo importante lavorare a una soluzione per andare incontro alle esigenze della comunità universitaria in merito al passaggio della tranvia dal Campus”.

 

Pnrr

Si legge sul Corriere Fiorentino del 6 novembre: “Grandi opere e riqualificazione urbana e ambientale sono i due filoni su cui il Comune di Firenze punta per ottenere risorse dal Pnrr, sia attraverso Roma, sia attraverso il rapporto con la Regione che sulla rigenerazione urbana ha chiesto a tutte le amministrazioni di inviare i progetti entro lo scorso 29 ottobre. Una partita gestita direttamente dal sindaco Dario Nardella, legata a doppio filo ai fondi React, sempre dell’Unione europea, che porteranno a Palazzo Vecchio oltre 80 milioni per la ripresa dalla crisi causata dalla pandemia, e ai fondi nazionali della riqualificazione dell’edilizia (Pinqua) con sei macro progetti, 54 interventi, 90 milioni di euro richiesti e per adesso 15 milioni ottenuti. La novità sono i 28 progetti su cui Palazzo Vecchio ha inviato a Palazzo Strozzi Sacrati la ‘manifestazione di interesse’ e che riguardano rigenerazione di pezzi di territorio e dell’edilizia nell’ambito dei fondi del Pnrr. Un mosaico in cui si va dalla Gualchiere di Remole, nel territorio di Bagno a Ripoli ma di proprietà del Comune di Firenze, di cui da decenni si discute il riutilizzo ed il recupero, e per la quale si pensa ad ‘Opificio della Cultura, dell’Artigianato e dell’Ambiente’, al restauro di Ponte Vecchio e di Porta Romana, passando per fondi per la gigantesca operazione del nuovo quartiere nella ex caserma dei Lupi di Toscana, al confine con il comune di Scandicci. Altro intervento strategico è quello del recupero del complesso di Santa Maria Novella per l’insediamento di residenze sociali e attività culturali e civiche e l’ampliamento del percorso museale già esistente. (…). Le partite più importanti si giocheranno però sulle grandi opere: stadio, tramvie, Mercafir”.

 

Autopalio

Su Repubblica del 4 novembre un aggiornamento sulla Firenze-Siena: “Ci risiamo, torna il rischio di un pedaggio sulla vecchia, sgangherata Autopalio. Era il 2010 quando scoppiò il caso l’ultima volta e una mezza sommossa popolare e una compatta resistenza istituzionale supportata dalla Regione bloccarono il progetto dell’allora governo Berlusconi. Undici anni dopo lo spettro ricomincia ad aggirarsi. E stavolta non riguarda nemmeno solo la Firenze-Siena ma pure la Bettole-Perugia e la Siena-Grosseto. E’ un emendamento, approvato alla Camera e atteso ora in Senato, il nodo dello scandalo: prevede, per Anas, la possibilità di creare società nuove, newco pubbliche, per gestire tratte stradali. Non c’è un riferimento esplicito a quali tipi di arterie né si parla espressamente di un pedaggio ma l’eventualità per Anas di costituire veicoli societari per ottimizzare la gestione delle strade in concessione dalle autostrade fa suonare l’allarme”.

 

Tavolini Firenze

Si legge sul Corriere Fiorentino del 5 novembre: “Proroga del piano tavolini ‘almeno fino a marzo’, con occupazione del suolo ancora gratuita e incentivi per quelli locali che possono lavorare solo al chiuso. Sono due le richieste che la delegazione dei ristoratori di Tni Italia (ex Ristoratori Toscana) hanno avanzato all’assessore fiorentino allo Sviluppo economico Federico Gianassi, incontrato ieri in Palazzo Vecchio. (…). La delegazione di Tni Italia ieri mattina ha organizzato un presidio su Ponte Vecchio, lì dove, lo scorso anno, partì la ‘camminata degli inessenziali’, terminata a Roma davanti a Palazzo Chigi”.

 

Alluvione Firenze

La Nazione, il 5 novembre, scrive a proposito dell’anniversario dell’alluvione a Firenze del 1966. “Tradizionale lancio della corona di alloro, al Ponte alle Grazie, per ricordare le 35 vittime accertate dell’alluvione del 4 novembre ’66. E’ stato il cardinale Ernest Simoni a benedire l’Arno. Ieri si sono susseguiti vari appuntamenti per ricordare l’alluvione e anche il 40° anniversario della legge di riforma della polizia, motivo per cui la polizia è stata ospite speciale della giornata. Al cimitero di San Felice a Ema è stata deposta una corona di alloro sulla tomba di Carlo Maggiorelli, addetto alla sorveglianza degli impianti idrici dell’acquedotto dell’Anconella, vittima dell’alluvione. Successivamente, nella basilica di Santa Croce, è stata celebrata la tradizionale messa presieduta da monsignor Luigi Innocenti, cappellano della polizia di Firenze, accompagnata dalla fanfara della polizia, diretta dal maestro Secondino De Palma”.

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