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Articolo / Rassegna Stampa

7 – 13 dicembre 2021

Silvia Ricceri presidente FAF

Su La Nazione del 9 dicembre si parla di Silvia Ricceri nuovo presidente della Fondazione Architetti. “E’ Silvia Ricceri – si legge – il nuovo presidente della Fondazione Architetti Firenze. Con la nomina di Ricceri è stato rinnovato anche il consiglio direttivo della Fondazione: oltre a Ricceri all’interno si trovano Silvia Moretti (presidente nel biennio 2017/2019), Caterina Bini (segretario), Carla Citernesi (tesoriere), Davide Gamba, Claudio Mastrodicasa, Antonio Salvi, Giorgio Cerrai e Simone Scortecci. Ricceri, laureata alla Facoltà di Architettura di Firenze, si è occupata di restauro di immobili vincolati, di recupero e progettazione architettonica: ha ricoperto la carica di consigliere della Fondazione. (…) L’obiettivo del mandato, ha spiegato, sarà ‘continuare a promuovere la cultura architettonica e del progetto con uno sguardo sempre più attento all’ambiente, incentivando atteggiamenti consapevoli verso le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile – economica, sociale ed ecologica – così come indicato nell’Agenda 2030’”.

 

Costa San Giorgio

La Repubblica del 7 dicembre riporta le parole del sindaco di Firenze Dario Nardella su Costa San Giorgio: “Su Costa San Giorgio – dice – il vero scandalo è che dal 1866 che è interdetta dai cittadini. Il vero scandalo è che è stata per anni e anni caserma e i militari hanno sventrato la chiesa per far passare i mezzi militari e nessuno lo ha mai ricordato. Il vero scandalo è che è rimasta abbandonata per più di 20 anni. Il vero scandalo è che quando il Demanio l’ha venduta ai privati nessuno ha detto niente”. (…) Nardella sceglie di dire la sua sull’urbanistica di fronte al Consiglio comunale illustrando la variante sull’ex caserma Lupi di Toscana, approvata ieri, 70% di housing sociale. E ribatte rilanciando, il sindaco. Non si può accusare una speculazione su Costa San Giorgio, sostiene. Tanto meno si può parlare di bene comune, ritiene il primo cittadino. Perché da 150 anni e non da quando l’ha comprato il magnate argentino Lowenstein, l’antico convento è interdetto ai fiorentini. Per di più, rivendica Nardella, il Comune con le sue decisioni urbanistiche ha messo vincoli tali da spingere il privato ad aprire almeno un pezzo del complesso al pubblico”. Un aggiornamento sul Corriere Fiorentino dell’8 dicembre: Che il nuovo resort di lusso di Costa San Giorgio – si legge – fosse un argomento sentito e sensibile non solo per l’Oltrarno ma per tutti i residenti del centro storico se n’è avuta una conferma plastica ieri, quando al Consiglio di Quartiere 1, aperto alla cittadinanza, si sono presentati a decine. (…) A prendere le difese di Palazzo Vecchio, in un clima piuttosto esacerbato, acceso, ci ha provato Cecilia Del Re che nel suo intervento ha ricordato come l’alienazione della ex caserma, che raggruppa due conventi del Trecento e una chiesa, arrivi da lontano: ‘Nel marzo del 2002 l’allora sindaco Domenici e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Bosi, firmarono un protocollo d’intesa per la dismissione delle caserme e tra queste c’era anche la Vittorio Veneto’. L’assessora all’urbanistica ha poi specificato che sul complesso di Costa San Giorgio non vi è alcun progetto perché ‘siamo ancora a un livello di pianificazione’ e che l’auditorio del resort potrà essere utilizzato dal quartiere per 12 giorni l’anno mentre il teatro all’aperto solo per 8”. Sempre sul Corriere Fiorentino si trovano le parole dell’architetto Antonio Fiorentino che parla di “sproporzione di forze tra pubblico e privato” sottolineando che “la pubblica amministrazione si è fatta trovare a brache calate. Mancano le risorse. Ma anche il coraggio”. Nuovo aggiornamento il 9 novembre. Su Repubblica si trovano le parole dell’ex sindaco Leonardo Domenici che dice: “Il complesso immobiliare di Costa San Giorgio è stato venduto da CdP all’imprenditore argentino Lowestein nell’ottobre 2015. Fino ad allora era di proprietà pubblica. Non più del ministero della Difesa ma di Cassa depositi e prestiti. E’ quindi pretestuoso, e fuorviante, dare responsabilità su questo intervento all’amministrazione Domenici. Il Comune avrebbe avuto, e ha tuttora, la possibilità di regolare in modo più consono alle esigenze del quartiere la sua destinazione d’uso”. L’assessore Cecilia Del Re ha risposto dicendo di aver più volte “ribadito che la giunta Domenici si oppose alla vendita della caserma a un privato, ma che l’allora governo Berlusconi non volle ascoltare le loro richieste e aprì la strada alla vendita di quel bene. Pertanto se quel bene oggi non più pubblico è perché il governo del 2003 decise di metterlo tra i beni in alienazione”. Sul Corriere Fiorentino del 10 dicembre si trovano le parole di Antonio Paolucci secondo cui la “Soprintendenza può intervenire”. Nel lungo dibattito si segnala anche l’intervista, il 12 dicembre, a Repubblica del soprintendente Andrea Pessina che dice: “Su Costa San Giorgio posso assicurare che i nostri pareri e le nostre eventuali autorizzazioni saranno estremamente rigorosi. Daremo l’ok solo a interventi filologici di restauro e vieteremo qualsiasi profonda trasformazione dell’immobile che lo possa snaturare, a partire dai due conventi interni di San Giorgio e San Girolamo”.

 

Lupi di Toscana

Su La Nazione del 7 dicembre si legge: “‘La rigenerazione dell’area dei Lupi di Toscana è un esempio calzante del concetto di ricucitura, una ricucitura che richiede un approccio anche più efficace e moderno. Lo spazio pubblico è un punto di forza di questa rigenerazione. E preciso: non stiamo realizzando un quartiere dormitorio, stiamo immaginando un quartiere ‘multi-strato’ che includa generazioni diverse’. Queste le parole del sindaco Dario Nardella durante la relazione in Consiglio comunale sulla delibera relativa al recupero e rilancio dell’ex caserma atteso ormai da anni. (…) ‘Questa delibera – ha spiegato il sindaco – rappresenta la summa e il cuore della strategia urbanistica e di rigenerazione del territorio. In relativamente pochi anni, dopo la cessione a titolo gratuito della caserma dopo anni di inutilizzo, abbiamo dato vita a un grande processo partecipativo e a un concorso di idee che porteranno alla nascita non di un quartiere dormitorio ma di un pezzo cruciale di tutto il quadrante sud ovest dell’area metropolitana con nuove funzioni residenziali, housing sociale, esercizi di vicinato, direzionale e turistico-ricettivo’”.

 

San Salvi

Scrive il Corriere Fiorentino il 7 dicembre: “Potrebbe passare da Palazzo Vecchio una possibile svolta nell’annosa e complessa ricerca di una soluzione per la riqualificazione del parco di San Salvi. Dopo aver destinato circa 250mila euro di risorse private per l’intervento sulla cosiddetta Palazzina 37, quella che dovrebbe diventare il Museo della Tinaia, l’amministrazione comunale ora si dice disposta ad acquisire altri immobili all’interno dell’area dell’ex manicomio, quelli in stato di particolare precarietà, da ristrutturare e poi destinare ad alloggi sociali. lo ha detto ieri l’assessore all’Urbanistica Cecilia Del Re intervenendo in Consiglio comunale in risposta al question time del consigliere Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune. (…) La prima mossa – lo scorso novembre – è stata destinata alla Palazzina 37, quella con il famoso murale simbolo della lotta per l’emancipazione dei malati psichiatrici, metà dei 500mila euro di monetizzazioni dovute al recupero urbanistico dell’ex deposito tramviario. Con la minoranza leghista del Consiglio di quartiere che ha proposto come destinazione la realizzazione di un museo de La Tinaia, il centro d’arte degli ex internati, idea poi fatta propria anche dalla maggioranza e dalla giunta di Palazzo Vecchio. Mentre l’altra metà di quei soldi andrà a finanziarie la riqualificazione e valorizzazione del giardino di via Venosta, il restauro delle scuole Gaetano Pilati e Benedetto da Rovezzano, e l’installazione di nuove telecamere di sicurezza nella zona di Rocca Tedalda e villa Favard”.

 

Villa Favard

Si legge su Repubblica dell’8 dicembre: “Rinasce Villa Favard a Rovezzano con un intervento di riqualificazione complessiva da 1 milione di euro per ridare splendore ed efficienza a un patrimonio storico che affonda le proprie radici nel Trecento e nel Quattrocento. E’ quanto prevede il progetto esecutivo che ha avuto il via libera della giunta di Palazzo Vecchio su proposta dell’assessore ai lavori pubblici Titta Meucci, unitamente alla Convenzione con il Conservatorio Luigi Cherubini che ha sede nella villa di via Aretina. (…) Gli interventi riguardano il restauro della facciata e l’efficientamento energetico dell’edificio, in modo da aumentare l’isolamento termico e il comfort per gli utilizzatori, riducendo al tempo stesso le spese di gestione. Sono previsti interventi di restauro e miglioramento dell’isolamento e della tenuta dell’aria degli infissi esterni; restauro e verniciatura delle persiane; rifacimento completo della copertura con la posa di un adeguato strato di coibentazione tale da garantire un buon isolamento termico per la stagione invernale e uno sfasamento termico per la stagione estiva; dotazione di impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile a servizio della villa, con pannelli vetrati posti nella struttura di copertura della serra ottocentesca; impermeabilizzazione della volta dei criptoportici”.

 

Tramvia Firenze

Su Repubblica del 9 dicembre si parla della tramvia per San Marco. “Una mega trincea antivibrazionale interrata – si legge – e un marciapiede 7 metri più largo di quello attuale per proteggere la basilica di San Marco. Via Cavour e via La Pira-Lamarmora chiuse a tratti per almeno un anno e poi, quando tutto sarà finito, totalmente diverse dall’assetto attuale: tanto per cominciare senza più i parcheggi e con la tramvia. Che correrà in sede promiscua in entrata (su Cavour), accanto alla nuova pista ciclabile, e in sede riservata in uscita (su La Pira-Lamarmora), accanto ad una corsia per bus e macchine. I bus saranno completamente deviati da San Marco per circa 70 giorni e sarà una sorta di antipasto della rivoluzione che attende la rete dei bus diretti in centro: sarà piazza Libertà l’hub del futuro mentre il capolinea dei bus che continueranno ad attestare in San Marco trasloca sull’altro lato piazza, fronte basilica. Anche in viale Lavagnini cambia tutto: i binari correranno nel mezzo, sfilando in mezzo ai pali, che poi spariranno in Cavour per riapparire in San Marco e sparire ancora in La Pira-Lamarmora. Reggetevi forte, i cantieri della tramvia stanno per tornare. I lavori per il braccio di 2,5 chilometri che collegherà la Fortezza a San Marco- la cosiddetta ‘variante al centro storico’ Vas, 6 fermate, costo stimato 67 milioni di euro, 4,3 milioni di passeggeri annui previsti – scatteranno nei primi mesi 2022 e gli uffici di Palazzo Vecchio stanno limando gli ultimi dettagli del piano mobilità”.

 

Ex Banti

Si legge su Repubblica del 10 dicembre: “Inizieranno nei prossimi giorni i lavori di bonifica dell’amianto all’ex sanatorio Guido Banti. Il complesso, situato nel Comune di Vaglia e chiuso nel 1989, versa ormai da anni in stato di abbandono. Nelle scorse settimane è stato affidato l’appalto per la bonifica alla ditta fiorentina Caf, specializzata nel settore. E adesso partiranno i lavori. Sarà demolita e smaltita la copertura, oltre che rimosso tutto il materiale contenente amianto nella centrale termica. Le operazioni dovrebbero durare un paio di mesi, condizioni meteo permettendo. In parallelo, dentro il parco della proprietà, stanno venendo abbattuti anche 25 alberi ad alto fusto, confinanti con la strada comunale di Fontesecca e ritenuti un pericolo per la viabilità: una parte sono infatti disseccati, altri valutati dai tecnici come a rischio ribaltamento”.

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