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Articolo / Rassegna Stampa

19 – 25 aprile 2022

Studentato Firenze

Su Repubblica del 19 aprile si legge: “L’unico spiraglio verde per gli abitanti di San Lorenzo e non solo. Ora piazza Indipendenza, dopo le trasformazioni vissute negli ultimi anni, rischia di cambiare definitivamente pelle. Una cittadella per studenti ‘bene’ e turisti mordi e fuggi, almeno a scorrere le foto sui cantieri dell’ex clinica Santa Chiara e della palazzina ex Enel in via Salvagnoli, dove dovrebbe nascere un grande studentato su due diversi plessi. Un affare che oltre a impattare su una delle ultime piazze ‘popolari’ del centro ha assunto risonanza internazionale, e non solo per il target di riferimento: a tirare le fila dei due progetti, secondo quanto raccolto da Repubblica, il re dell’acciaio russo Alexander Abramov, vicinissimo a Vladimir Putin e socio di Roman Abramovich”. Sempre su Repubblica, il 21 aprile, arriva la replica dell’avvocato Orsino, consigliere d’amministrazione delle due società titolari dell’ex clinica Santa Chiara e dell’ex palazzina Enel: “Noi teniamo contatti solo con Cipro”, dice.

 

Stadio Artemio Franchi Firenze

Su La Nazione del 20 aprile si legge: “Vecchio stadio Franchi e barriere architettoniche un problema antico visto l’anno in cui Pierluigi Nervi progettò e costruì la struttura. All’epoca sul problema dell’accessibilità per tutti c’erano sensibilità molto diverse e la conseguenza sono i tanti problemi incontrati e denunciati dal nostro lettore, che non si rassegna ai luoghi individuati e creati successivamente per i portatori di handicap, ma vorrebbe poter usufruire liberamente dell’intera struttura. La nuova progettazione, quella a cui lo Studio Arup, vincitore del concorso internazionale sta lavorando e che sarà consegnata a Palazzo Vecchio nelle prossime settimane, prevede tutte le normative ormai imposte dalla legge per l’accessibilità e contro le barriere architettoniche”.

 

Intervista Federica Galloni

Sul Corriere Fiorentino del 23 aprile troviamo un’intervista a Federica Galloni, la titolare della Soprintendenza speciale romana per i progetti finanziati con il Pnrr. Galloni parla del restyling dello stadio Franchi, con queste parole: “Come noto la norma sugli stadi, nel dichiarare ‘recessiva’ l’esigenza di preservare il valore testimoniale di un impianto sportivo rispetto a quella di garantirne la sua funzionalità, ha disposto che, con apposito provvedimento, venissero individuati gli ‘specifici elementi strutturali, architettonici o visuali di cui fosse strettamente necessaria ai fini testimoniali la conservazione’. (…) Nel progetto vincitore queste prescrizioni sono state tutte rispettate. Nello stesso procedimento la direzione generale, anche in considerazione dell’applicazione delle norme Uefa, ha indicato le modalità e le forme di conservazione ritenute compatibili ai fini della migliore fruibilità dell’impianto e fra queste anche la possibilità di copertura della struttura che nella formulazione del progetto vincitore risulta compatibile con i criteri indicati”. Sul tema della tramvia e del pensiline, spiega Galloni, “non ho ancora ricevuto alcuna documentazione al riguardo ma sono certa che la direzione generale e gli uffici territoriali saranno in grado di coniugare le esigenze di tutela dei luoghi con quelle di sviluppo di importanti progetti così strategici per la città di Firenze quale quello della tramvia”.

 

Villa Cafaggiolo

Su Repubblica del 20 aprile si legge: “Per la villa medicea di Cafaggiolo potrebbe trattarsi davvero della svolta definitiva per la sua riqualificazione e rinascita. Ieri è stato firmato dal presidente della Regione Eugenio Giani, i proprietari della tenuta con Alfredo Lowenstein, accompagnato dalla moglie Diana, in rappresentanza del gruppo in Italia e dai sindaci di Barberino Giampiero Mongatti e di Barberino San Piero Federico Ignesti il protocollo d’intesa su tutto il progetto, compresa la strada, la statale 65 della Futa, che passa davanti all’ingresso della villa e che in passato è stata oggetto di grandi polemiche. La vicenda si trascina da anni, in cui l’immobilismo ha regnato sovrano. L’acquisto da parte del gruppo Lowenstein risale ormai al 2009, poi le discussioni con Regione, Comuni e comitati. Uno dei grandi intoppi per l’andamento dei lavori era appunto la strada, un tempo regionale, poi passata ad Anas, che passa proprio davanti alla villa. Non esattamente il massimo per la famiglia Lowenstein che nella tenuta vuole realizzare una grande struttura alberghiera di super lusso, ma anche un centro polifunzionale di 25mila metri quadrati fruibile tutto l’anno, oltre a campi sportivi, come quello da polo e quelli da calcio, percorsi naturalistici, spa, un museo mediceo e uno di arte contemporanea, laghetti, piscine, oltre a bar, ristoranti, scuole di cucina e ovviamente le camere, delle vare e proprie suite, che una volta completati i lavori saranno varie centinaia. Il tutto in un’area che misura 620 ettari che si trovano appunto tra i Comuni di Barberino, Scarperia e San Piero”.

 

Parco San Donato Firenze

Sul Corriere Fiorentino del 21 aprile si legge: “Da anni il parco di San Donato è alle prese con la difficoltà di diventare uno spazio verde davvero fruibile, e il Comune ci riprova. Obiettivo arrivare ad un piccolo bosco, un ‘filtro verde’ che dia fresco e offra ombra ai residenti, mitigando le temperature. Gli alberi sono già stati piantati a dicembre e si trovano nell’area di confine con la nuova parte del parco, che verrà inaugurata a giugno. Il progetto, ideato da Memoscape e realizzato dall’associazione Piazza San Donato, è portato avanti all’interno del bando ‘Paesaggi Comuni’ di Fondazione CR Firenze, in collaborazione col Comune, ed ha come titolo (BosCO)2. Scopo, la ‘forestazione urbana e di comunità del parco San Donato’: il progetto vuole valorizzare la parte visibile del bosco, gli alberi, ma anche attraverso un percorso di ‘narrazione’ favorire la comunità”.

 

Aeroporto Firenze

Su La Nazione del 22 aprile si legge: “Per il potenziamento dell’aeroporto di Firenze ‘il dialogo con i Comuni sarà su infrastrutture e ambiente’, ha detto il governatore Eugenio Giani. ‘Il progetto è su tre aspetti fondamentali – ha spiegato – trasporto su ferro, Parco della Piana, spostamento della pista, e tu fai le somme, ti rendi conto che non possa essere condiviso da tutti. A quel punto il fatto che ci possa essere un’opinione più o meno positiva sulla nuova direzione che assume la pista è marginale rispetto a un obiettivo complessivo, e sono convinto che tutti i Comuni si pongano nella salvaguardia ambientale di diminuzione della Co2’. Il progetto di pista inclinata ‘non ha la pretesa di costruire chissà quale aeroporto, ma vuole garantire maggiore sicurezza per l’atterraggio e una maggiore compatibilità ambientale. Oggi si va su un cono di volo che tocca 50mila persone: tra 50mila che hanno l’inquinamento acustico e meno di 1000, si capisce cosa sia preferibile’”.

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