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Articolo / Rassegna Stampa

7 – 13 giugno 2022

Stadio Artemio Franchi Firenze

Su Repubblica dell’8 giugno il resoconto della presentazione del piano di fattibilità tecnico-economica per il nuovo stadio Artemio Franchi di Firenze. “Settemila mq di spazi commerciali tra bar, ristoranti, merchandising, lounges e skyboxes, 1.600 mq di auditorio da mille posti sotto la curva Fiesole, 1.700 mq di spazi espositivi sotto la curva Ferrovia, con la più grade sala per esposizioni di arte contemporanea – si legge -. E ancora 2700 mq di servizi igienici, 1.000 mq per i media, 700 mq per gli atleti. Per finire 15.000 mq di parcheggi per 500 posti auto. L’ideazione del nuovo stadio Franchi, che avrà 40.000 posti (di cui 200 per disabili) per una spesa complessiva (almeno a oggi, si vedrà più avanti con l’aumento dei costi delle materie prime) di 150 milioni, entra nei dettagli con la presentazione del progetto tecnico-economico di fattibilità da parte di Arup, lo studio di architettura che si è aggiudicato il concorso per la ristrutturazione dell’impianto di Nervi, presentazione preceduta dalla visione del tutto da parte delle Commissioni Urbanistica, Ambiente, Sport e Sviluppo Economico di Palazzo Vecchio. Con la tramvia, sarà la linea viola pronta per il 2026, lavori che dovrebbero iniziare per fine del 2023”.

 

Aeroporto Firenze

Su La Nazione dell’11 giugno troviamo le parole del sindaco di Firenze Dario Nardella: “In questi mesi – dice – abbiamo lavorato bene con il presidente Giani, tutti i sindaci coinvolti, Toscana Aeroporti ed Enac e lo dimostra il nuovo progetto. Il progetto distingue tra le opere da realizzare per la realizzazione del nuovo terminal e quelle per la nuova pista. E’ stata prevista una progettazione specifica e distinta per ciascuna realizzazione con procedure parzialmente diverse”. Sulla collocazione della nuova pista “si danno risposte a cinque problemi sollevati dai sindaci. Il primo quello del totale completamento del polo scientifico di Sesto. E nello stesso tempo si evita il sorvolo degli aerei su zone densamente popolare. Inoltre il tracciato di 2 chilometri e duecento metri è e rimarrà quello perché non ci sono margini di un possibile futuro prolungamento, vista la presenza dell’autostrada. Ciò permetterà anche di migliorare il collegamento tra l’abitato di Sesto e l’Osmannoro grazie a un sottoattraversamento della pista. Infine il parco della Piana che la regione si è impegnata a realizzare”.

 

Appalti

Si legge sul Corriere Fiorentino del 9 giugno: “Prima città in Italia a far scattare l’adeguamento dei prezzi per gli appalti pubblici: l’incremento deliberato ieri dal Comune di Firenze consentirà alle imprese di far fronte a gran parte degli aumenti dei costi dei materiali da costruzione derivati dal conflitto ucraino e dall’instabilità dei mercati. I cantieri della città a cui il Comune riconoscerà costi maggiori (sino al 20% in più a seconda del settore di appartenenza) sono sia quelli che stanno per esser avviati che quelli che sono stati messi in piedi nei primi mesi dell’anno. (…) Ne godranno le imprese che lavorano alla Fortezza da Basso, quelle che seguono gli adeguamenti per il polo di alta formazione all’ex Meccanotessile a Rifredi, le ditte che lavorano alla realizzazione del nuovo impianto sportivo PalaGemignani nella via omonima, quelle che stanno costruendo la nuova torre scenica al Teatro del Maggio. Tutte opere i cui stati di avanzamento sono stati inaugurati nella prima parte di quest’anno e che a rigor di legge – prima di questo intervento straordinario – avrebbero dovuto essere liquidate con i prezzi deliberati il 31 dicembre 2021”.

 

Immobili Firenze

Su La Nazione del 7 giugno si legge: “Ma quanto costa comprare casa a Firenze? Attenzione, a fare la differenza potrebbero non bastare più il numero di stanze, l’estensione in metri quadri, se è necessaria o meno una ristrutturazione, ascensore, garage o cantina. Così come potrebbe non essere poi così rilevante se si trova ai piedi delle colline di Fiesole, nel quartiere 2 o se invece alla periferia nord. C’è un nuovo modo di affittare o comprare casa che si sta affacciando sul mercato immobiliare fiorentino. Gli insediamenti di ultimissima generazione puntano su rifiniture di alto livello per il risparmio energetico e la salvaguardia ambientale, ma anche sulla demotica, l’altissima tecnologia e naturalmente il design per gli arredamenti. E’ il lifestyle evoluto offerto a chi non solo sta cercando casa, ma è anche interessato a far parte di una community con la quale condividere spazi e servizi.

 

Patto per la mobilità

Su Repubblica del 7 giugno si legge: “Firenze-costa, patto storico sulla mobilità. Per lo studio di un collegamento ferroviario rapido, che consenta di arrivare in 50-55 minuti da Firenze al mare e contemporaneamente per una tramvia tra Livorno, Pisa e Lucca in connessione col porto livornese e con l’aeroporto Galilei. Un accordo con l’ambizione di mettere fine all’antica e dolente contraddizione della Toscana a due velocità che però, proprio nel giorno della firma tra i sindaci dei 4 Comuni con la benedizione del governatore Giani, deve subire la doccia fredda dei ritardi per le nuove tramvie fiorentine. Con Dario Nardella, che lancia un ultimatum alle ditte: se ci saranno ritardi non giustificati dalla doppia emergenza guerra-caro energia, stop al modello project financing. Stop ai privati costruttori in cambio della gestione e ritorno alle gare d’appalto pubbliche, con ditte ingaggiate e lavori coordinati dal Comune. Sono i 34 chilometri di nuove linee previsti nei prossimi anni. (…). Il caro energia e l’allarme forniture sta però facendo sballare prezzari e costi preventivati, con ritardi che già si stagliano all’orizzonte e su cui peraltro è impossibile prevedere penali alle ditte. Si rischia di non vedere il quadro finito prima di un decennio. E Nardella nono ci sta: il sospetto che si aggira in Palazzo Vecchio è che la crisi energetica e la guerra siano solo un alibi sui ritardi già paventati”.

 

Fotovoltaico Firenze

La Giunta di Palazzo Vecchio ha dato il via all’iter per arrivare all’installazione di panelli solari, fuori dall’area Unesco, con ‘zero vincoli’. Questo è l’obiettivo della variante al Piano strutturale e al regolamento urbanistico per la quale la giunta, su proposta dell’assessore all’urbanistica Cecilia Del Re, ha avviato la verifica di Vas. Nel dettaglio, come si legge in una nota di Palazzo Vecchio, anche aree prossime ad Arno, Greve, Ema e nel bosco possono essere realizzati gli impianti solari e fotovoltaici sulle coperture, ma non è consentita l’installazione di impianti a terra. Nelle aree della collina e della pianura possono essere realizzati gli impianti solari e fotovoltaici sulle coperture e impianti fotovoltaici a terra, nel limite di un impianto per unità immobiliare. Gli impianti in generale dovranno privilegiare le aree degradate, come i capannoni dismessi.

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