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Articolo / Rassegna Stampa

21 – 27 giugno 2022

Proposta legge iniziativa popolare su centri storici

Sul Corriere Fiorentino del 21 giugno si legge: “Il sindaco Dario Nardella l’ha definita ‘legge salva centri storici’. E’ la proposta presentata ieri in Consiglio comunale per una legge di iniziativa popolare che limiti gli affitti brevi turistici, blocchi i ‘mangifici’, tuteli la diversità del commercio ed il decoro del centro e delle aree storiche. Pochi articoli, studiati per mesi, con l’obiettivo ambizioso di dare ai Comuni strumenti a prova di Tar (e di Unione Europea) per una nuova pianificazione che faccia invertire la rotta su liberalizzazioni e turistificazione di Firenze e delle città d’arte. ‘Siamo contro la rendita passiva e parassitaria – ha detto Nardella nel Salone de’ Dugento – e vogliamo invertire la rotta sul turismo mordi e fuggi e la deregulation del commercio. Puntiamo a salvare i centri storici partendo anche dall’esperienza della nostra città. Il primo obiettivo è quello di incentivare il ritorno della residenza in centro, di combattere il turismo mordi e fuggi e regolare gli affitti turistici brevi come succede in altre città europee. Il secondo obiettivo è tutelare il commercio tradizionale, l’artigianato. Il terzo, favorire il decoro anche inducendo i proprietari di immobili degradati ed abbandonati ad intervenire per il loro restauro’. ‘Serve una legge nazionale perché i sindaci e le amministrazioni regionali si sono mosse con azioni che vengono attaccate nei tribunali amministrativi – ha sottolineato -. Da qui a settembre ci sarà una campagna di ascolto con le associazioni delle imprese e dei residenti e porterò la proposta anche all’Anci. Dobbiamo raggiungere e superare 50mila firme: credo che le raccoglieremo rapidamente’. La legge riguarderà i Comuni Unesco, o capoluogo di Città metropolitane. Cardine della tutela dei residenti è la possibilità, in caso di carenza di alloggi, per i Comuni di fissare limiti temporali e quantitativi per le abitazioni da usare per affitti brevi turistici, sul modello di quanto ha fatto Parigi, nonché limiti per la variazione di destinazioni d’uso”.

 

Tramvia Firenze

Su Repubblica del 22 giugno si legge: “Via ai lavori tra il 18 e il 22 luglio prossimi. Ma per la fine, slitta l’obiettivo di Natale 2023: si va a febbraio 2024 se tutto fila liscio. Dopo tre mesi di tira e molla sui prezzi lievitati culminati in un’ultima riunione di fuoco lunedì scorso, Palazzo Vecchio approva il contratto finale con le ditte per i cantieri della tramvia Fortezza-Libertà-San Marco. La buona notizia è che ora c’è quasi una data di inizio dei cantieri, fissata prima di fine luglio; la cattiva è che ci vorranno 19 mesi e quindi il nuovo Sirio non sfilerà prima della primavera del 2024. Ieri la giunta ha approvato il nuovo contratto con le ditte, che stabilisce metodologie di calcolo aggiornate per i singoli pezzi dell’appalto. Il costo totale preventivato, circa 55 milioni di euro, è destinato a salire per via degli aumenti dei prezzi dell’energia, dei materiali e delle materie prime ma col nuovo contratto sono stati stabiliti quantomeno dei paletti, ad esempio il fatto che i maggiori costi che il Comune riconoscerà alle ditte saranno relativi ai prezziari aggiornati al semestre di lavorazione effettiva”.

 

Legge ‘turbo Pnrr’

Su Repubblica del 22 giugno si legge: “Legge ‘turbo Pnrr’, i dubbi del governo. A due mesi dall’ok in Consiglio regionale la modifica della normativa urbanistica voluta dal Pd e dal governatore Eugenio Giani per velocizzare le procedure autorizzati delle opere finanziate coi soldi del Recovery fund finisce al centro di un braccio di ferro ad alta tensione con lo Stato. Una telefonata dagli uffici di Palazzo Chigi avverte ieri Giani della possibile intenzione del governo di ricorrere alla Corte costituzionale contro la legge toscana che in aprile ha cambiato il vecchio testo ‘Marson’, semplificando l’iter burocratico per l’approvazione delle varianti agli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica per i progetti Pnrr. E’ lo stesso governatore a svelare l’episodio parlando di un ricorso già pronto e solo in attesa di essere approvato in Consiglio dei ministri. Ne segue un pomeriggio di fuoco con contatti costanti tra avvocature e uffici della Regione e dei ministeri. In serata il clima si stempera”. Un aggiornamento sul Corriere Fiorentino del 23 giugno: “Il governo – si legge – non impugnerà la legge regionale sulla semplificazione legata ai progetti del Pnrr, che andava in deroga alla legge Marson su alcuni punti, ma il Consiglio regionale dovrà approvare un articolo di chiarimento della legge stessa. E’ questo il risultato delle consultazioni tra tecnici della Regione e dei ministeri iniziati martedì pomeriggio, dopo che il governatore Eugenio Giani aveva tuonato contro il rischio di impugnativa da parte dell’esecutivo davanti alla Corte Costituzionale”.

 

Super bonus edilizi

Su Repubblica del 24 giugno si legge: “Per mesi i bonus edilizi hanno riempito le imprese di lavoro. Centinaia di ditte hanno ricevuto ordini e commissioni di ogni tipo, dal rifacimento dei tetti di villette in campagna, alle facciate di condomini. Il gioco sembrava semplice: il cliente, invece che pagare, poteva cedere il credito a chi eseguiva i lavori grazie allo sconto in fattura, poi le ditte a loro volta potevano vendere il credito a banche o intermediari finanziari. Ma l’ingranaggio si è inceppato: l’introduzione di nuove norme dal governo ha bloccato il meccanismo. Banche e realtà come Poste Italiane si sono tirate indietro. E ora le aziende, che avevano già anticipato materiali e stipendi per i cantieri, sono con l’acqua alla gola. L’Osservatorio di Cna stima che ‘circa l’89% delle imprese della città metropolitana di Firenze abbia crediti in ristagno nei propri cassetti fiscali, per un complessivo di oltre 150 milioni di euro’. Un caos”.

 

Bando per aree Firenze

Si legge sul Tirreno del 25 giugno: “Dario Nardella cerca mecenati che vogliano prendersi cura, riqualificare e abbellire, piazzette e angoli della città – sia del centro storico che della periferia – per trasformarmi da luoghi abbandonati e degradati in luoghi di socialità. Per questo, il sindaco di Firenze farà fare alla sua vice Alessia Bettini una ‘ricognizione’ e poi organizzerà un bando ‘rivolto ai privati a cui daremo la possibilità di gestire questi spazi sempre però con delle regole molto chiare nell’interesse pubblico’. Nardella ha lanciato l’idea in piazzetta dei Tre Re, a pochi passi da piazza della Signoria: un piccolo vicolo fino a qualche anno fa in mano a spacciatori e criminali e oggi un angolo di Paradiso nel cuore della città grazie alle Serre Torrigiani che ieri, in una cerimonia ufficiale con tanto di taglio del nastro, hanno donato simbolicamente al Comune panchine, sedie e gli allestimenti verdi della piazzetta”.

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