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Articolo / Rassegna Stampa

29 novembre – 5 dicembre 2022

Pnrr

Si legge sul Corriere Fiorentino del 2 dicembre: “Preoccupato dai ritardi, il governo Meloni vorrebbe rivedere tempi e costi del Pnrr. Il ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto ha lanciato l’allarme, dicendo che l’obiettivo è lontano. Anche la Toscana, tra annunci e promesse, ha affidato gran parte delle speranze di sviluppo regionale, almeno per quanto riguarda gli investimenti pubblici, all’attuazione del Pnrr. Ma a che punto siamo? Nella nostra regione sono stati presentati 2.991 progetto e solo uno, per il momento, è stato realizzato e concluso: si tratta della messa in sicurezza e del rifacimento del manto della strada comunale di Canovile nel Comune di Ortignano Raggiolo, 844 abitanti nella provincia di Arezzo. Il progetto era del 2019 e, come molti altri, è confluito nel Pnrr pur essendo stato avviato prima”. Alcuni numeri sul Pnrr: sono stati presentati 2.991 progetti. La gran parte – cioè 1683 progetti – è relativa alla missione 1: digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo. Segue, per numero di progetti presentati – 460 – la missione 5: lavoro, rigenerazione urbana, coesione territoriale, sport e inclusione sociale. Per la missione 2 – rivoluzione verde e transizione ecologica – sono stati presentati 392 progetti. Nel portale non in figura nessun progetto per la missione 3, dedicata alle infrastrutture per la mobilità sostenibile che include ferrovie, porti, intermodalità e logistica. La missione 4 – scuola, formazione e competenze, trasferimento tecnologico – conta 95 progetti. La missione 6 per la sanità territoriale e l’innovazione del servizio sanitario ha visto presentare 282 progetti”. Sul Corriere Fiorentino del 3 dicembre un aggiornamento legato al convegno di Ordine e Fondazione Architetti Firenze: “Tra ritardi già accumulati, paletti e tempi stretti, sono tanti i progetti del Pnrr a rischio – si legge -. A essere preoccupato è il governatore Eugenio Giani. (…) Giani ha colto l’occasione del convegno dell’Ordine degli architetti sul Pnrr, organizzato alla Palazzina Reale, per lanciare un affondo contro il governo. Partendo dalla necessità di un ‘check up’ sul Piano”. Su tutti i quotidiani si trovano anche le parole del presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze che ha elogiato la Regione per l’implementazione della pagina web sui progetti legati al Pnrr”.

 

Fotovoltaico

Su Repubblica del 1 dicembre si legge: “Fotovoltaico sui tetti, la Soprintendenza punta i piedi. Da nemmeno un mese Palazzo Vecchio ha approvato la variante ‘sblocca-pannelli’ almeno fuori dal centro Unesco e dall’area delle ville medicee di Castello, ma la nuova Soprintendente Antonella Ranaldi avverte ora che nelle autorizzazioni sarà tenuta in conto anche la visuale dei punti panoramici. Se cioè la vista del pannello risulterà impattante dal piazzale Michelangelo, ad esempio. E questo per tutte le aree, anche fuori dal centro storico, dove esiste un vincolo paesaggistico statale, che sono decine a Firenze. Raccontano dal collegio dei geometri, che ha partecipato lunedì al convegno sul tema organizzato dall’Ordine degli architetti, che addirittura Ranaldi si sarebbe lasciata scappare che l’installazione di pannelli solari sui tetti anche se fuori dal centro ‘potrebbe anche essere un disastro’. Una battuta, probabilmente. Eppure sufficiente a scatenare di nuovo l’allarme tra i professionisti. (…) A Roma intanto ieri il sindaco Dario Nardella ha incontrato il sottosegretario ai beni culturali Vittorio Sgarbi con il ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin.

 

Tav Firenze

Sul Corriere Fiorentino del 29 novembre si legge: “E’ stata aggiudicata la maxi gara da un miliardo di euro per la realizzazione del tunnel e della stazione dell’Alta velocità ferroviaria. Un miliardo di euro per cantieri che partiranno la prossima estate, con la talpa che da Campo di Marte arriverà a Novoli, e dureranno fino al 2028 se questa volta gli annunci saranno rispettati. La gara è stata bandita da Rete Ferroviaria Italiana ed è stata vinta da un consorzio che vede come capofila Impresa Pizzarotti & C. e come impresa consorziata Saipem. Importo complessivo di oltre un miliardo di euro, per la realizzazione del tunnel e della stazione Av di Firenze, opera ‘considerata strategica per il gruppo Fs e Rai e che consentirà di separare i flussi dei treni ad Alta velocità da quelli del treni regionali, con effetti positivi sia sulla regolarità del servizio sia sul suo potenziamento, in termini di frequenza e numero di corse’, spiega una nota di Rfi. Il tunnel è lungo circa 7 chilometri, con due gallerie parallele poste a circa 20 metri di profondità, completate con due tratti terminali in superficie: a nord tra le stazioni di Firenze Castello e Firenze Rifredi, e a sud nei pressi della stagione di Firenze Campo di Marte.

 

Tramvia Firenze

Su La Nazione del 29 novembre si legge: “Nuovi soldi per la linea della tramvia 3.2.1 – ovvero piazza della Libertà-Bagno a Ripoli – che dovrebbe – condizionale d’obbligo perché l’ufficialità da Roma è attesa soltanto per domani – ricevere un finanziamento ulteriore di 45 milioni di euro che, sommandosi ai finanziamenti precedenti ed alla quota prevista in finanza di progetto definiscono un intervento di oltre 400 milioni di euro. Una boccata d’ossigeno non da poco per Firenze e per il progetto di completamento del sistema tranviario cittadino che vede nel collegamento tra piazza della Libertà e il capoluogo rivolese uno dei suoi capisaldi”. Sul Corriere Fiorentino del 3 dicembre un aggiornamento legato “all’inizio dei lavori da lunedì al centro del viale”. “Probabile caos”, scrive il quotidiano.

 

Tar viale Belfiore

Sul Corriere Fiorentino del 2 dicembre si legge: “Il Tar Toscana ha condannato il privato a pagare al Comune 1,4 milioni di euro per il danno di immagine causato dagli oltre 15 anni di ritardi nei lavori dell’area ex Fiat in viale Belfiore. Nell’area era stato abbattuto il vecchio stabilimento e realizzata una grande voragine che negli anni di abbandono era diventata un lago, con tanto di alberi cresciuti al suo interno. Il Tar ha riconosciuto ‘lo stato di persistente degrado dell’area, dannoso per il decoro di una zona centrale del Comune di Firenze e testimoniato dall’incuria nella tenuta del cantiere i cui effetti si sono protratti nel tempo e sono tuttora visibili’”.

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