Sito istituzionale dell'Ordine e della Fondazione degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Firenze

LA CLASSIFICAZIONE SISMICA DEGLI EDIFICI

La necessità e l’urgenza di affrontare la questione del rischio sismico attraverso una azione sistematica di prevenzione strutturale, si propone non solo dopo ogni evento distruttivo ma anche a seguito di terremoti meno forti e comunque in grado di produrre danni non trascurabili alle strutture e soprattutto agli elementi non strutturali (tamponamenti esterni ed interni, impiantistica ecc) ed alla perdita o interruzione dell’uso delle costruzioni con ricadute forti a livello della singola impresa e sull’occupazione.
Il costo economico di tali danni, in presenza di terremoti meno forti, può essere comunque molto elevato se il territorio si presenta molto urbanizzato non solo sotto il profilo residenziale ma soprattutto in quelle aree a forte vocazione commerciale e/o industriale.
Per affrontare la questione sismica, oltre a disporre di enormi risorse finanziarie, è necessario conoscere il livello di rischio sismico
Non è sufficiente conoscere il livello di rischio a livello territoriale di regione, provincia o comune utilizzando informazioni elementari quali il numero di piani, l’epoca di costruzione, il materiale della struttura verticale (muratura, cemento armato, prefabbricato), il materiale della struttura orizzontale (legno, acciaio, laterocemento).
E’ necessario conoscere il livello di rischio della singola costruzione: pubblica, privata, produttiva, bene culturale, edificio di culto, infrastruttura.
Per gli edifici pubblici ed a uso pubblico, lo Stato nel 2003 con l’OPCM 3274/03 inserì l’obbligo delle verifiche su tutti gli edifici, più volte prorogato fino al 2013, ma la gran parte degli edifici pubblici italiani non hanno verifica sismica perché gli enti locali non hanno i soldi.
Per gli edifici privati niente è stato fatto, salvo l’iniziativa in Lunigiana e Garfagnana del 1997 che peraltro ha dimostrato la sua efficacia nel 2013 (evento di Ml 5,2) in quanto tutti gli edifici rinforzati non avevano subito danni.
Nell’attuale disegno di legge di bilancio 2017, si prevede un forte contributo agli interventi di prevenzione sismica attraverso lo strumento del sismabonus.

Lo Stato incentiva la comunità esposta al rischio sismico ad intervenire nella conoscenza delle condizioni di sicurezza dell’edificio dove risiede, dove studia, dove lavora.
Si tratta di favorire la messa in sicurezza prima dell’evento con costi molto inferiori di quelli che servono per riparare dopo, senza contare i costi dell’emergenza, i disagi e le eventuali vittime.
Alla base degli incentivi si prevede la “classificazione sismica dell’edificio” sulla base di procedure che sono in fase di definizione al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e che usciranno entro l’anno e che saranno attestate da parte di professionisti abilitati.
La classificazione dell’edificio non è basata sulla valutazione della sicurezza sismica ma si esprimerà con un indicatore tecnico- economico che espliciterà in un rapporto costo benefici; quindi è possibile la scelta e la valutazione del miglior intervento in funzione dell’edificio esistente e delle necessità da perseguire.
Essendo individuato univocamente, può orientare oltre che gli investimenti immobiliari, anche la definizione degli interventi sulle costruzioni, la qualità della progettazione, la qualità dei componenti utilizzati e la qualità del costruire.

Al centro di tutto c’è il concetto di Expected Annual Loss, il costo medio annuo da sostenere per riparare i danni e coprire le perdite causate da eventi sismici: in una struttura efficiente questo costo è trascurabile, nelle strutture più vecchie tende a salire, fino al momento in cui può essere più conveniente demolire e ricostruire i fabbricati.
La ‘Classe di Rischio Sismico’ è un indicatore tecnico-economico che si presenta sotto forma di documento/attestato che individua il livello di prestazione sismica.
Le classi di rischio proposte sono sei, dalla A alla F: gli edifici costruiti secondo le norme sismiche moderne appartengono alle prime due classi (A e B) mentre quelli costruiti in assenza di norme sismiche appartengono alle ultime tre ( D, E ed F).

Al SAIE 2016 è stata discussa la proposta di classificazione di cui si allega la presentazione dell’Ing Baratono responsabile del G.d.L.  del M.I.T.

classi-di-rischio
Le sei classi di rischio
classificazione_edifici
Classificazione su base tipologica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AGOSTO 2017
  • L
  • M
  • M
  • G
  • V
  • S
  • D
  • 14
  • 15
  • 16
  • 17
  • 18
  • 19
  • 20