Sito istituzionale dell'Ordine e della Fondazione degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Firenze

Convegno Torino

L’ARCHITETTO IN EUROPA CONFRONTI E PROPOSTE PER IL FUTURO DEGLI ORDINI

Dall’incontro è emerso che in Italia si vive una realtà atipica nel panorama internazionale ed in particolare europeo; ci si differenzia dalla Gran Bretagna che presenta un sistema flessibile nell’erogazione di un servizio professionale, dalla Francia che mostra un modello garantisca a forte matrice statale con una marcata connotazione culturale, dalla Spagna e dalla Germania che, seppure in modo diverso, si concretizzano in un sistema chiaro e funzionale.

I lavori sono stati aperti dal presidente dell’Ordine di Torino Riccardo Bedrone che ha precisato che l’impressione prevalente è un atteggiamento rinunciatario a voler riformare davvero: la deregulation non è una formula magica e bisogna strutturarsi per promuovere i servizi professionali. Osserva che le tariffe resistono in Belgio e sono state reintrodotte in Germania, con logica di compatibilità con la Direttiva del 2005 che ne imponeva l’eliminazione.

Paola Boffo per RIBA (Royal Institute of British Architects) ha esposto la struttura del sistema inglese che prevede un organismo, l’ARB (Architects Registration Board), la cui utilità è di verifica della condotta, di tutela del titolo ma non della funzione. Il RIBA esiste dal 1834, raggruppa associati, affiliati, studi e anche non architetti e promuove gli architetti, l’architettura e l’ambiente esercitando pressione a livello governativo. L’esposizione ha ricalcato quella che era stata presentata a Firenze e, di fatto, mostrava una chiara volontà di promozione dell’Associazione anche in questa sede.

Antoni Casamor i Maldonado, presidente del Collegio di Architetti di Catalogna per la sezione di Barcellona, ha spiegato che il Collegio è nato negli anni ’30 per porre rimedio a crolli edilizi rovinosi con lo scopo di proteggere e dare qualità al progetto architettonico; tali organizzazioni sono sopravvissute durante il regime ed erano una rara occasione di riunione. Oggi hanno un prestigio politico-sociale e un ruolo nel rapporto tra committente e professionista: eseguono una procedura di controllo formale delle pratiche edilizie prima del deposito presso l’amministrazione locale che rilascia il permesso. Attualmente la crisi economica impone una revisione del ruolo che comprenda specificità che vadano oltre il “costruire”.

Bernard Mauplot, presidente dell’Ordine degli architetti dell’Ile del France nato negli anni ’30, ha riferito che la riforma più consistente per la professione è avvenuta nel 1967 quando la Francia si dota di una Legge sull’Architettura, in cui si sancisce il ruolo dell’architettura come bene comune, dell’architetto come operatore del progetto e la sua prestazione come espressione di cultura. Dopo il corso di studi è di 5 anni e 12 mesi di specializzazione con corsi teorici e pratici, l’accesso alla professione è diretto con specifico aggiornamento per la Direzione dei Lavori. I finanziamenti vengono erogati dal Ministero della Cultura al consiglio nazionale che poi li distribuisce tramite perequazione sul territorio ai consigli regionali. Le quote sono differenziate per i neo iscritti, i pensionati e di dipendenti, il 67% degli iscritti sono liberi professionisti.

Il Consiglio nazionale ha funzione di tenuta d’albo, protegge il titolo, vigila sul rispetto delle norme deontologiche e partecipa alla stesura delle norme che riguardano la professione, mentre il consiglio regionale gestisce la formazione.

Si affiancano poi due associazioni: la Maison de l’Architecture organizza mostre ed eventi, supporta gli iscritti nell’esercizio professionale attraverso incontri con i professionisti, fornisce consulenza giuridica, contribuisce a mettere in contatto i neo iscritti con gli iscritti già operativi, gestisce la formazione, fa azioni specifiche per i piccoli studi, promuove la qualità dell’architettura, difende la funzione pubblica della professione. La Ville de l’Architecture prevede tariffe agevolate per la formazione per i giovani architetti e si interfaccia anche con i committenti e costruttori. Gli architetti promuovono l’Architettura nelle scuole.

Joachim Jobi, capo dell’ufficio di contatto con l’Unione Europea per la Camera degli architetti tedesca, espone la struttura della Germania, stato federale composto da 16 camere, tante quante le federazioni (Lander), ciascuna ci regolamentata da una propria legge; i finanziamenti arrivano direttamente alle 16 organizzazioni federali. La formazione universitaria è di 4 anni con a seguire 2 di pratica. Si trovano in Germania 120.000 architetti (l’87% lavorano nell’architettura, il 6% in ambito paesaggistico, il 6% negli interni e il 3% nell’urbanistica) con un reddito medio tra 25 e 30.000 euro l’anno. La camera federale comprende 4 categorie: architetti, urbanisti, paesaggisti e designer. Dopo l’abolizione delle tariffe per la direttiva europea del 2005, la norma è stata emendata nel 2009 grazie all’attività di lobby che la Camera degli architetti ha esercitato presso la commissione europea, verificando la compatibilità della tariffa con la direttiva stessa. Sono state reintrodotte quindi le tariffe minime vincolanti; adesso è obbligatoria solo per gli architetti residenti in Germania, prima lo era anche per gli stranieri. C’è una promozione della professione tramite un’attività di lobby che la camera degli architetti esercita presso il proprio governo per difendere gli interessi della professione, la promozione della mobilità dei professionisti tedeschi nel mondo (l’esportazione degli architetti tedeschi è tra il 3% e il 6%), l’informazioni ai clienti e i committenti, i consigli ai professionisti in generale e sulla tariffa, la promozione dell’architettura nelle scuole.

Fabio Barluzzi, presidente dell’Ordine di Firenze, ha esposto le problematiche attuali della professione in Italia, partendo dalla mutata situazione socio-economica della nostra realtà rispetto all’epoca della fondazione dell’ordine quando esso si riferiva ad una ristretta élite di professionisti. Un membro della commissione professione ha poi esposto la proposta formulata dalla stessa commissione spiegando la volontà del consiglio di rapportarsi direttamente agli iscritti.

Hanno seguito una serie di interventi di avvocati ed esperti in materia giuridico-economica, i cui contenuti sono rilevanti e molto interessanti. Si tratta dello studio tecnico molto dettagliato di alcuni modelli ideali, da quello associativo, a quello camerale, oltre a quello dell’Authority e l’elevato livello di analisi ne impone una valutazione attenta.

La conclusione ha visto la partecipazione di Paola Muratorio per Inarcassa che ha parlato della problematica delle partite IVA, già oggetto di vivaci confronti.

Ha chiuso il presidente dell’Ordine di Torino Riccardo Bedrone che ha notato l’assenza del presidente nazionale Leopoldo Freyrie, il quale ha declinato l’invito non presentandosi, e ha pubblicamente apprezzato l’operato dell’Ordine di Firenze quale partecipante fattivo all’evento.

Scarica il DOC
Programma Convegno
30/10/2014 14:41 – 169,71 kB

 

AGOSTO 2017
  • L
  • M
  • M
  • G
  • V
  • S
  • D
  • 21
  • 22
  • 23
  • 24
  • 25
  • 26
  • 27