Sito istituzionale dell'Ordine e della Fondazione degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Firenze

3 OSTELLI 3 CITTÀ

Firenze, Berlino e Praga

Il concorso ha chiesto ai partecipanti di sviluppare un nuovo concept per le camere e per gli spazi comuni di tre Ostelli di proprietà del gruppo E.C.V., situati a Firenze, Berlino e Praga.

Il progetto doveva conferire un’immagine unitaria agli ostelli enfatizzando i valori del gruppo, che propone un modello di ospitalità semplice e accogliente, un servizio di qualità a prezzi contenuti; l’ostello contemporaneo è dedicato a un pubblico trasversale per età e disponibilità di spesa di famiglie e viaggiatori solitari, non più solo giovani, ma persone di ogni genere che cercano nell’alloggio anche un luogo di relazione e opportunità di nuove conoscenze, un ambiente familiare e al tempo stesso capace di regalare nuove scoperte.

L’incarico prevede la progettazione e la direzione artistica di 380 camere e degli spazi comuni dei tre ostelli, avendo così l’opportunità di diventare un riferimento per il gruppo E.C.V.

La prima fase del concorso si è conclusa il 31/05/2017 con la selezione dei cinque progetti che sono stati ammessi alla seconda fase, che si è conclusa il 15/09/2017, decretando il progetto vincitore a cui è stato assegnato un premio di 15.000€.

 

PROGETTO VINCITORE

1° classificato
Ettore Bergamasco, Andrea Starr Stabile, Francesca Pedrazzi, Enrico Serventi, Laura Colosi

“Progetto completo sotto tutti gli aspetti, con una forte ricerca sull’identità che si propone in modo dinamico, fresco e giovane.
Tutte le qualità rilevate nella prima fase, relativamente agli spazi delle camere, sono state efficacemente e coerentemente trasposte nella hall e proiettate anche oltre i confini del concorso, lasciando intuire la possibilità di uno sviluppo organico e uniforme dell’immagine.
Un design sottotraccia, che non si impone, si snoda in tutti gli ambienti in maniera coerente, con alcuni dettagli di grande efficacia, come la grafica della carta da parati o gli elementi iconici sulle facciate. La ricerca grafica non è fine a se stessa, ma si sposa ad un progetto articolato in maniera funzionare e comfortevole.
Le buone capacità progettuali sono rese ancora più evidenti da un controllo di tutti gli aspetti progettuali, tecnici ed economici.”

 

Finalisti

2° classificato
Sabrina Bignami, Alessandro Capellaro, Simone Ventura

“Progetto architettonico molto maturo con scelte coraggiose che hanno portato ad uno spazio altamente riconoscibile e ottimamente distribuito, in particolare molto apprezzata la creazione dei giardini di inverno, che individuano zone “lounge” più raccolte. Dubbi sono stati rilevati sulle scaffalature in particolare per la gestione di una simile soluzione per tutta l’estensione delle pareti. Risulta molto ben studiato a livello funzionale, in particolare la zona reception-backoffice-internet point.
L’idea grafica, che si ritrova in tutti gli spazi dell’ostello, ha una particolare forza comunicativa e risulta molto facilmente adattabile a tutti i contesti. La forte espressività progettuale ha caratterizzato in modo inequivocabile lo spazio e ciò è stato visto da alcuni giurati come un limite che ha impedito al progetto di valorizzare adeguatamente lo spazio esistente, di particolare pregio architettonico.
Unico progetto che ha pienamente risolto l’accessibilità dei letti a castello e che ha ben inquadrato le priorità di indirizzo delle risorse economiche.”

 

3° classificato
Donatella Caruso

“Molto fresca e dinamica l’immagine complessiva del progetto, è stata particolarmente apprezzata l’idea dei volumi liberi e la conseguente flessibilità e mobilità dell’allestimento, per contro tali volumi non riescono a qualificare lo spazio complessivo della hall, essendo posizionati in modo troppo casuale, al punto da generare spazi di risulta.
L’utilizzo del pegboard anche negli arredi della hall è risultato identitario e caratterizzante; nonostante ciò la Commissione nutre dubbi riguardo la durevolezza e la manutenzione di tale materiale soprattutto nei bagni.
Rispetto alla prima fase del concorso, non sono state risolte le problematiche riguardanti l’accessibilità ai letti, anche da parte del personale di servizio, né è stato approfondito in maniera soddisfacente il sistema di traslazione dei letti stessi.”

 

 

4° classificato
Luca Serri, Branko Zrnic

“Pur mostrando una buona qualità architettonica, viene riscontrato nel disegno della Hall la mancanza di un carattere identitario in relazione alla funzione e un eccesso di formalismo. Il disegno complessivo ad isola, interessante da un punto di vista compositivo, presenta delle criticità: l’allestimento proposto non assolve alle funzioni che la hall ospita, è ingombrante e crea spazi di risulta. La soluzione proposta risulta inoltre poco adattabile e non può essere facilmente replicata negli altri ostelli. Particolarmente apprezzata l’idea di portare il parco all’interno della hall.
Le maggiori criticità sono state riscontrate nella fattibilità tecnico-economica, con alcune lavorazioni molto rilevanti sottostimate nel computo e con dettagli tecnici che non sempre appaiono sostenibili.”

 

5° classificato
Massimo Sciré

“A fronte di quanto espresso in sede di ammissione alla seconda fase, la commissione unanimemente non riscontra alcun tipo di approfondimento e miglioria del progetto delle camere, risultando la tavola ad esse dedicata priva di ulteriori dettagli circa la fattibilità tecnica; la tavola è composta dagli stessi render e dagli stessi disegni tecnici della prima fase, senza il dovuto passaggio di scala.
La qualità architettonica comunque riscontrata nelle camere non è stata in alcun modo mantenuta nella hall, che risulta uno spazio privo di qualunque caratterizzazione; anche il punto di forza delle camere, ovvero la capacità di attrarre una clientela trasversale, si perde totalmente nella hall, la cui immagine risulta obsoleta. I citati elementi fuori scala, gli archi, mal si coniugano con lo spazio già aulico del foyer esistente e risulterebbe impossibile declinarli nelle hall degli altri ostelli.
Lo spazio del foyer è freddo e anonimo, risultando poco comfortevole; presenta una scarsità di studio delle funzioni e degli spazi di relazione.
Il computo presenta alcune anomalie di costi che mettono in dubbio la sostenibilità economica complessiva.”

 

Giuria

Domenico Montano, rappresentante E.C.V., con funzioni di Presidente;
Laura Bastianini, Architetto, consulente tecnico E.C.V.;
Stefan Rier (Noa), Architetto, designato dall’Ordine degli Architetti P.P.C. di Firenze;
Pierangelo Orecchioni (Studio 63), Architetto, designato dall’Ordine degli Architetti P.P.C. di Firenze;
Tommaso Rossi Fioravanti, Architetto, Presidente della Fondazione Architetti di Firenze;

Coordinamento a cura dell’arch. Jacopo Favara

 

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